Il primo novembre al bar ci attende un gusto diverso dal solito. Infatti il cappuccino potrebbe essere avere un aroma diverso. Per la giornata mondiale Vegan una della principale associazione di categorial’associazione per la diffusione della scelta etica vegan in Italia – lancia la campagna divulgativa “VegCappuccino Day”. Come si legge in una nota, “il primo novembre chiedi ai bar della tua zona di avere in dispensa un latte vegetale anche solo per un giorno: è un piccolo gesto che consentirà loro di avere visibilità e al contempo di acquisire nuovi clienti, siano essi vegani, intolleranti al lattosio o semplicemente attenti alla salute. Il cappuccino vegetale fa bene a te, agli animali e all'ambiente”.

Non mancano consigli destinati ai titolari dei bar? "Fai provare ai tuoi clienti il cappuccino fatto con latte vegetale (ce ne sono di tantissimi tipi come soia, avena o riso) e se vuoi, largo all'immaginazione e proponi la tua colazione vegan. E non dimenticarti di segnalare che il tuo esercizio aderisce al VegCappuccino Day stampando e affiggendo la locandina dell'evento e partecipa al cambiamento”. Intanto cresce il numero dei vegetariani in Italia. Come indica il rapporto Eurispes 2013, il 6 per cento della popolazione (in aumento di due punti percentuali rispetto alla rilevazione dello scorso anno) ha fatto la scelta di diventare vegetariano (4,9 per cento) o vegano (1,1 per cento). Sono soprattutto le donne a praticare questo stile di vita: c’è chi lo fa perché preoccupato per la difesa degli animali (lo dicono il 66,7 per cento delle donne contro il 30,8 per cento degli uomini), c’è chi invece sceglie questo regime alimentare per salvaguardare il proprio benessere fisico linea compresa. Questo dice almeno il 42,3 per cento dei maschi contro il 28,2 per cento del sesso debole.

Nota il professor Alfonso Siani dell'Istituto di scienze dell'alimentazione (Isa) del Cnr in un articolo sul nuovo numero dell'Almanacco della Scienza Cnr: “Il vegetarianismo prescrive una dieta senza carne e pesce e non va confuso con il veganismo, che si basa invece sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali per alimentazione, abbigliamento e ogni altro scopo. Il veganismo, quindi, impone l'obbligo di escludere dalla tavola qualsiasi prodotto di origine animale, compresi formaggi, uova e miele. Si tratta di un regime che potrebbe provocare qualche carenza nutrizionale, soprattutto nei più piccoli mentre la dieta latte-ovo-vegetariana non provoca particolari problemi a patto che non si ecceda con i derivati del latte”. Di conseguenza, l'apporto proteico è, per il professor Siani, “indispensabile ai bambini in crescita, ma le proteine contenute nei legumi e nei cereali si integrano a vicenda, quindi un piatto di pasta e fagioli è dal punto di vista proteico equilibrato”.