L’obiettivo è quello di raggiungere l’autosufficienza per le scorte di sangue in tutti i Paesi. Attualmente sono novantadue milioni le donazioni di sangue nel mondo secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, che anche quest'anno il 14 giugno celebrerà il “World blood donor day”, la giornata mondiale dedicata alla donazioni.

La decima edizione dell'evento, con lo slogan “Dai il dono della vita, dona il sangue”, ha appunto l’obiettivo di raggiungere entro il 2020 il 100% di autosufficienza. Come si legge infatti sul sito dell’Organanizzazione mondiale della sanità l'obiettivo per tutti i Paesi “è di ottenere scorte di sangue da donatori volontari non retribuiti entro il 2020. Oggi questo funziona in appena 62 Paesi, mentre gli altri 40 sono ancora dipendenti da donatori familiari e anche pagati”.

L'Italia, dove ogni anno ci sono trecentomila nuovi donatori, è molto vicina al raggiungimento di questo traguardo, fissato anche dal programma di “Autosufficienza Nazionale” del ministero della salute per quanto riguarda la raccolta di globuli rossi, piastrine e sangue, mentre diversa è la situazione della produzione di farmaci plasma-derivatiQuesti ultimi, infatti, non sono abbastanza e occorre importarli, come evidenziano i dati della Simti (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia). Singolarmente autosufficienti sono anche la gran parte delle regioni, anche se con importanti eccezioni che testimoniano come occorra fare di più.

Lazio, Sardegna, tradizionalmente in deficit per il gran numero di talassemici, e, in parte, Sicilia devono infatti ricorrere alla compensazione interregionale garantita da regioni come Piemonte, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Basilicata, che effettuano una raccolta di sangue superiore al fabbisogno locale.