Potrebbe essere la soluzione alla peggiore forma di colesterolo cattivo esistente. In America la Food and Drug Administration (FDA) ha infatti dato la sua approvazione al lomitapide, un nuovo farmaco destinato alle persone malate di ipercolesterolemia familiare omozigote ed è stato testato per la riduzione del tasso di colesterolo LDL, colesterolo totale, apolipoproteina B e colesterolo non-HDL. Il farmaco va ingerito nell’ambito di una dieta povera di grassi e con altri trattamenti ipolipemizzanti, è disponibile in capsule che si assumono una volta al giorno, lontano dai pasti ed almeno due ore dopo il pasto serale. Importante che i pazienti ai quali viene prescritto il farmaco devono associare alla dieta integratori contenenti vitamine solubili e acidi grassi essenziali.
Soprattutto questo medicinale permette di affrontare l'ipercolesterolemia familiare omozigote (HoFH), che è una patologia congenita rara caratterizzata da elevati livelli di colesterolo LDL. Infatti si registra un livello di grassi in circolo a causa dell'incapacità dell'organismo di eliminare efficacemente dal sangue questo tipo di colesterolo cattivo. Le autorità americane hanno rilevato che negli Stati Uniti le persone affette da ipercolesterolemia familiare omozigote sono circa un milione e spesso soffrono di patologie cardiache severe con un'aspettativa di vita media di circa 30 anni. Il lomitapide, commercializzato dalla Aegerion Pharmaceuticals, agisce inibendo la formazione di lipidi che si sviluppano poi in colorestolo.
La casa l’ha testato in uno studio clinico su 29 pazienti che soffrono di questa patologia. I ricercatori hanno scoperto che già dopo 26 settimane di trattamento i livelli di colesterolo LDL si sono ridotti di circa la metà. Tra le controindicazioni si sono spesse registrate casi di diarrea, di nausea, di vomito, di indigestione e di dolore addominale