Un ospedale gestito dagli infermieri. L'idea è partita alla Casa della Salute di Ladispoli-Cerveteri, dove sono stati presi in carico i primi tre pazienti all'Unità degenza infermieristica. La sperimentazione del nuovo modello assistenziale è incentrata su un'area di cure 'a bassa intensità clinica' dotata di posti letto, gestita 24 ore su 24 da personale infermieristico, dove però è garantita la presenza di un medico in turno nella struttura per eventuali necessità. La Asl Roma F, della quale la struttura fa parte, in una nota precisa che sarà determinante "l'impegno dei medici di medicina generale, che partecipano alla gestione complessiva del percorso assistenziale. I ricoveri potranno essere richiesti dai presidi ospedalieri, dai Cad (centri assistenza domiciliare), o dagli stessi medici di medicina generale e le richieste verranno analizzate da un'apposita 'équipe valutativa territoriale'". La Asl Roma F ha organizzato il progetto all'interno della Casa della Salute, secondo il modello promosso della Regione Lazio, che è dedicato ad alcune tipologie specifiche di pazienti. A partire dalle persone non autosufficienti (anche temporaneamente), nella fase della malattia in cui non sono richiesti un elevato impegno tecnologico e la presenza/assistenza medica continuativa, come nel ricovero ordinario per acuti.
L'Unità è dedicata poi ai pazienti (è aumentata la vita media) che possono essere dimessi dall'ospedale per acuti ma hanno bisogno di mantenere e completare la stabilizzazione clinica raggiunta nel corso del ricovero acuto, e che hanno ancora necessità di tutela medica e di assistenza infermieristica continuativa nelle 24 ore prima rientrare a domicilio o essere trasferiti presso altra struttura. Infine la struttura è pensata anche per le persone che per la particolare situazione socio-sanitaria necessitano di un percorso diagnostico, terapeutico e di monitoraggio difficilmente gestibile a domicilio con l'assistenza domiciliare per la complessità clinico-assistenziale richiesta o per ragioni di tipo sociale nei casi in cui la famiglia o una struttura sociale non riescono comunque a supportare il paziente nella malattia.