Ecco in Italia il Sovaldi, il farmaco che annienta l’epatite C nell’arco di tre mesi: ma anche se è pronto a essere in commercio, è carissimo: circa 84mila euro.

Il farmaco che sradica l’epatite C, a base di sofosbuvirsarà presto in commercio in Italia, non appena in Gazzetta Ufficiale sarà pubblicata la determina di autorizzazione alla rimborsabilità con la quale sarà contestualmente concluso il programma di uso compassionevole, avviato tempo fa al fine di assicurare ai pazienti affetti da epatite cronica C con malattia avanzata l'accesso rapido e gratuito al farmaco.

Il Sovaldi sbarca anche nella Penisola dopo gli eccellenti risultati registrati negli Usa, dove il farmaco si è dimostrato capace di guarire il 96-100% dei casi a seconda del ceppo virale, con effetti collaterali rari e lievi. Ma resta piuttosto complesso il problema del costo: 84.000 dollari per ciclo di cura, circa mille euro a pillola, che rende la cura piuttosto esosa per la maggior parte dei sistemi sanitari nazionali. Per quanto riguarda l’Italia, Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha tuttavia annunciato che nonostante le scarse risorse, verrà creato per il farmaco un apposito fondo atto a contrastare le epatiti: la malattia in Italia è ancora molto diffusa.

Occorre inoltre registrare che l'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) ha ottenuto dal titolare dell’autorizzazione al commercio del farmaco, la Gilead Sciences, la disponibilità a garantire gratuitamente la fornitura del farmaco per tutta la durata del trattamento ai pazienti per i quali le richieste ed approvazioni, da parte dei Comitati Etici competenti, siano state rilasciate in tempi utili. Il termine ultimo per i centri richiedenti per inviare le approvazioni ed eventuali informazioni mancanti relative a richieste presentate prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è il 15 dicembre 2014.

Viceversa, le richieste non approvate dai Comitati Etici entro il termine non verranno più finanziate nell’ambito del programma di accesso gratuito al Savoldi, ma saranno a carico delle relative strutture sanitarie. La fornitura del farmaco verrà garantita ai pazienti inclusi nel programma fino al completamento del trattamento previsto (un anno o fino al trapianto per i pazienti pre-trapianto, sei mesi per i pazienti in post-trapianto).