L’America, e soprattutto la principale struttura in materia (la Food and drug administration) mette sotto processo gli antisettici. Proprio l’agenzia mette in dubbio la loro utilità e non esclude effetti collaterali. C’è il timore che saponi, lozioni, deodoranti, bagnoschiuma e le centinaia di prodotti antibatterici, usati a valanga soprattutto nei mesi invernali per la prevenzione di malattie contagiose, potrebbero in realtà non fornire effetti protettivi.

Se non bastasse, come detto, c’è pure chi ipotizza che potrebbero causare effetti collaterali legati a un uso prolungato. Ha spiegato il portavoce Andrea Fischer: “In considerazione dell'alta esposizione del pubblico agli antibatterici la Fda ritiene ora necessario che vengano evidenziati chiari benefici, superiori ai rischi, nella prevenzione di malattie dall'uso di lungo termine di questi prodotti”. Alcuni studi hanno ipotizzato che questi prodotti indurrebbero lo sviluppo di razze batteriche super-potenti, che non rispondono ad alcuna terapia esistente. Altri temono che alcuni allergenici potrebbero contenere o produrre sostanze potenzialmente cancerogene. Per tutto questo la Food and drug administration ha deciso di vederci chiaro. E ha annunciato regole nuove ben più rigide sulla commercializzazione di saponi, creme e deodoranti.

Infatti l'Agenzia ha già comunicato che chiederà “alle aziende produttrici di fornire prove sulla sicurezza di lungo termine e sull'efficacia dei prodotti in questione”. Per essere chiari  le lozioni dovranno dimostrare di avere un potenziale antisettico superiore a quello di un normale shampoo. Idem per i saponi, che non dovranno avere controindicazioni allergiche. Più in generale le nuove norme proposte riguarderanno i prodotti antibatterici che vanno usati insieme con l'acqua, cioè quelli che contengono generalmente le sostanze chimiche come triclosan e triclocarban. Secondo alcuni studiosi potrebbero in alcuni soggetti anche causare alterazioni ormonali, con problemi di feritilità o di pubertà anticipata. Al momento la Fda non prevede invece nuove norme per gli antibatterici puri, quelli cioè che contengono alcool.