Per Italia, Grecia e Spagna, un triste primato per somministrazione di antibiotici ai bambini. Nel nostro Paese, in particolare, il consumo di antibiotici arriva a circa il 38%, posizionandoci al penultimo posto, dopo Portogallo (28.5%) e Spagna (37,7%). Medaglia nera alla Grecia, con un utilizzo che raggiunge il 40%.

Questi alcuni dati del progetto ARPEC, uno studio di sorveglianza finanziato dall'Unione Europea nel 2010 e i cui risultati sono stati presentati a Tallinn (Estonia).

"Gli antibiotici - sottolinea Susanna Esposito, direttore della UOC Pediatria della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano - sono farmaci preziosi, molto utili in presenza di specifiche infezioni, ma che non funzionano o addirittura possono essere dannosi qualora non vengano utilizzati in modo corretto. E' quindi, importante che siano somministrati solo quando li prescrive il pediatra, dopo aver fatto un'attenta diagnosi della patologia presentata dal bambino".

Un elemento di estrema importanza è, inoltre, quello della resistenza antimicrobica, che rappresenta un problema mondiale di sanità pubblica: ogni anno, la presenza di batteri resistenti ai medicinali antibiotici provoca la morte di circa 25.000 persone.