Milano – Le mestruazioni molto intense sono un problema serio che può portare a depressione, una malattia che colpisce 9 milioni di donne nel nostro Paese. Eppure solo il 5% di chi ha cicli abbondanti chiede aiuto al medico, il resto (circa 2.600.000 italiane) subisce le conseguenze: pesanti ripercussioni sulla qualità di vita, perdita di giorni di lavoro, imbarazzo, rapporti personali compromessi. Ma ora, per la prima volta, è anche provato un legame diretto con la depressione. Le mestruazioni eccessive rappresentano infatti la causa principale di perdita di ferro, determinante per l’ottimale funzionamento delle funzioni psichiche. “Bisogna risolvere il problema alla radice e la prima scelta è la terapia con la pillola anticoncezionale a base di estrogeno naturale con un’efficacia specifica nel ridurre la quantità di perdite. Da sola, senza nessun altro trattamento, è in grado di far risalire i livelli di ferro fino a valori normali – spiega la prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano -. È il primo ed unico contraccettivo ormonale orale in grado di offrire questo vantaggio e sulla base di questi dati sta per essere approvato dall’Aifa per la cura dei flussi abbondanti, come già successo in Europa con l’approvazione dell’EMA”. Il prezzo del disturbo è molto elevato, sia in termini di qualità di vita che economico: uno studio americano ha stimato 1,5 miliardi di dollari l’anno (negli USA) per costi diretti, mentre quelli indiretti sfiorano i 36.

“Comprendono anche lo scarso rendimento professionale – continua la Graziottin -: a causa di mestruazioni eccessive crollano infatti l’attenzione, la concentrazione e la memoria, con un’immediata ricaduta negativa. Fino a 3,6 settimane lavorative perse l’anno. Problemi che si aggravano con l’arrivo della primavera: la variabilità stagionale aumenta i sintomi di astenia, affaticabilità e difficoltà di concentrazione. Una corretta valutazione del problema da parte della donna è fondamentale: ogni disagio va segnalato al medico”. Il problema è sottostimato anche dai ginecologi nonostante oggi sia facilmente risolvibile grazie alle nuove opzioni terapeutiche. “I risultati di due studi randomizzati e controllati per valutare l’efficacia della pillola con estrogeno naturale hanno dimostrato una riduzione del sanguinamento del 76,2% a 90 giorni e dell’88% nel corso di 6 cicli – spiega il prof. Francesco Primiero della Sapienza di Roma -. Nella fase iniziale circa il 90% delle donne manifestava un sanguinamento eccessivo (≥80 ml), ridotto sotto questa soglia in due terzi delle pazienti trattate. Uno dei risultati secondari più importanti è stato inoltre la diminuzione del numero di giorni di sanguinamento, da 4 a 2”. Di questo tema si è discusso oggi in un incontro a Milano.
 
Oltre 1.700.000 italiane sono anemiche e quelle in età fertile sono inevitabilmente più a rischio a causa del ciclo: dopo la menopausa, la percentuale di chi presenta questo problema crolla dal 12 al 5%, mentre fra gli uomini è del 2%. “Ma l’allerta deve salire già quando i livelli di ferro si abbassano, prima che si presenti la patologia vera e propria – aggiunge la prof.ssa Graziottin -. Un segnale importante da non sottovalutare è la caduta dei capelli. Spesso viene liquidato come un disagio secondario o stagionale invece può essere la spia di una malattia più seria, da approfondire”. Un sondaggio condotto dai ginecologi italiani sul rapporto fra le donne e le mestruazioni ha dimostrato che il 28% lamenta problemi di concentrazione e affaticabilità, il 23% ammette di dover talvolta rinunciare all’attività fisica perché troppo spossata, il 14% afferma di doversi cambiare ogni ora, a quasi una su 10 capita di trovare il letto macchiato. “Sono tutti disagi da segnalare al proprio medico – dichiara il prof. Primiero -, non è facile infatti formulare una diagnosi di flussi mestruali abbondanti perché si basa sua una valutazione soggettiva della paziente. Un metodo empirico efficace è la quantità di assorbenti utilizzati, lo stesso che viene utilizzato negli studi. Grazie alla pillola con estradiolo si è osservata una riduzione da 79 in 90 giorni (mediana all’ingresso nello studio) a soli 38. Estrogeno e progestinico sono stati combinati in un regime unico di tipo quadrifasico che “mima” il più possibile la fisiologia del ciclo mestruale per la durata di 26 giorni, più 2 giorni di compresse placebo”.

Le cause dei flussi mestruali abbondanti possono essere diverse, di origine organica o disfunzionale, ma per fortuna nella gran parte dei casi è possibile risolvere definitivamente il problema.“Secondo le pazienti affette da mestruazioni intense intervistate nel sondaggio, i due terzi dei ginecologi affrontano rigorosamente il problema, un terzo invece minimizza considerandolo un fatto fisiologico – conclude la Graziottin -. L’assunzione di responsabilità sulla terapia deve quindi essere potenziata, significa attenzione anche all’aspetto psico-sessuale e psico-sociale in tutte le fasi di vita della donna”.
 
 
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