L'Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) ha redatto e diffuso le nuove regole per combattere il dilagante fenomeno del bullismo per  figli e genitori eccole:
  • Rispettare la diversità; coinvolgere chi viene escluso; dialogare con i genitori che dovrebbero fare attenzione ai cambiamenti improvvisi dei figli;
  • Segnalare le prepotenze;
  • In casi gravi rivolgersi alle autorita';
  • Non isolarsi;
  • Nessuna vendetta;
  • Fare buon uso dei social netowork;
  • Pensare prima di agire.

Susanna Esposito  ordinario di Pediatria all'Universita' degli Studi di Perugia e presidente di WAidid ha dichiarato "Il bullismo è un fenomeno in continua evoluzione, ragazzi non devono essere allarmati ma consapevoli che le loro azioni possono cambiare la vita di un loro coetaneo, influenzandoli durante una delle fasi più delicate della loro vita come appunto l'adolescenza. Anche i genitori devono fare la loro parte, prestando attenzione all'utilizzo che i figli fanno dei cellulari e dei social. Nonostante ci sia il divieto di iscrizione ai social network prima dei 13 anni di età, infatti, i bambini si aggirano fin da piccolissimi sulle diverse piattaforme social attraverso lo smartphone o il tablet dei genitori. Permettendogli l'accesso nonostante il divieto, i primi ad infrangere le regole sono proprio loro".

Tra i centri in Italia che vengono in soccorso delle vittime di bullismo e dei loro genitori, un ruolo importante lo svolge il Centro multidisciplinare sul disagio adolescenziale della Casa Pediatrica Fatebenefratelli a Milano che solo nel 2016 ha raccolto oltre mille pazienti con un incremento dell'8 per cento rispetto al 2015. "I nostri piccoli pazienti hanno per lo piu' dagli 8 ai 16 anni, età che scende anche a quattro o cinque anni per quanto riguarda episodi di bullismo 'classico', che non va sulla rete, per intenderci", ha detto Luca Bernardo, direttore della Casa Pediatrica Fatebenefratelli. In collaborazione con Bernardo, a Perugia presso la Clinica Pediatrica dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria Esposito intende istituire uno sportello multidisciplinare per offrire un aiuto ai minori vittime di violenze. "Le violenze consumate contro i minori spesso non vengono intercettate neanche dai medici di famiglia e dai pediatri e diventano evidenti quando ormai sono reiterate", ha detto. "A Perugia dal mio arrivo un anno fa mi sono trovata spesso di fronte a situazioni di abuso sui minori e a un importante disagio sociale. Considerato anche il rapporto di stima e collaborazione che da anni mi unisce al prof. Bernardo, ho pensato di istituire uno sportello dedicato in stretta collaborazione con la Casa Pediatrica Fatebenefratelli", ha concluso Esposito.