Nella Roma del 2014, si nasconde il ritratto allarmante dei giovani delle grandi città italiane:9 su 10 bevono alcol nel weekend, 8 hanno usato droghe almeno una volta.

I dati contenuti nel dossier del Ceis elaborato durante il progetto Pari & Impari in collaborazione con l’assessorato comunale alle Politiche Sociali, sono inquietanti. Nella Capitale l’85% dei ragazzi fa uso di alcol nei weekend, il 45% di superalcolici, mentre il 75% ha avuto contatto con cannabis o altre droghe. Otto giovani su dieci hanno ammesso di fumare sigarette, il 95% ha rapporti sessuali non protetti e quasi due su dieci ammettono di giocare ai videopoker.

Per giungere a questi doti, gli statistici hanno intervistato un campione di 3mila studenti romani compresi tra i 12 e i 18 anni, che hanno risposto in forma anonima ai questionari preparati dal Ceis e distribuiti anche, oltre che nei luoghi di aggregazione giovanile, in 15 scuole della Città eterna.

Il rapporto del Ceis aggiunge inoltre che l’85% dei giovani beve birra o cocktail, 3 su 5 assumono droghe “leggere” nel weekend al pub o in discoteca, mentre il 27%  degli intervistati confessa di procurarsele a scuola.

“Il rischio legato all’alcoldipendenzaspiega Roberto Mineo, presidente del Ceis di Don Picchiparte in età sempre più precoce, il primo approccio si rileva addirittura a 12 anni, trasformando poi gli adolescenti in “poliassuntori”. “Vuol dire – aggiunge Mineoche all’alcool si aggiungono via via altre dipendenze, in primis quella da droghe leggere o sintetiche, reperibili soprattutto in luoghi di aggregazione come pub e discoteche. Un vizio che spesso si prende proprio a scuola: è frequentando le superiori, infatti, che si corre il pericolo maggiore di entrare in contatto con chi fa uso di stupefacenti”. Inclusa la cocaina, che genera seri rischi cardiaci.

“Non assumerli – conclude Mineopuò costare l’esclusione dal gruppo. Non a caso i momenti più pericolosi sono considerate le gite scolastiche, oltre a rave party e concerti, dove diventa quasi inevitabile sottrarsi al “rito” del debutto in società, anche se – e lo ripetiamoil 27% afferma di procurarsela a scuola”.