Lunedì 1 luglio gli ortopedici italiani incroceranno le braccia. I motivi dell’agitazione riguardano la prevenzione del rischio clinico, la responsabilità civile, e la responsabilità penale: le tre aree sulle quali è stato richiesto l'intervento delle istituzioni, per garantire il corretto svolgimento della professione a ogni medico. Tra le richieste avanzate dal Cineas (Consorzio universitario no profit del Politecnico di Milano che si occupa di formazione e diffusione della cultura del rischio) c'e' l'introduzione di un hospital risk manager nelle aziende sanitarie nazionali, l’introduzione di obblighi formativi specifici sul rischio sanitario a tutte le parti coinvolte (medici, infermieri e altri professionisti, l’introduzione dell'insegnamento della gestione del rischio clinico nei piani di studio dei corsi di laurea in medicina e chirurgia e nelle scuole di specializzazione post lauream.

Per la responsabilità civile, oltre all’attuazione del fondo di copertura assicurativa per le professioni sanitarie, i medici chiedono risarcimenti più facilmente definibili in base a puntuali tabelle di quantificazione del danno riportato, aggiornamento degli albi dei consulenti tecnici di ufficio, che garantiscano una qualificata rappresentanza di medici legali ed esperti e l'istituzione dell'obbligo di ricorso preventivo alle camere di conciliazione sul modello tedesco. Sulla  responsabilità penale, invece, c'e' l'introduzione di misure per disincentivare il ricorso al sistema penale come leva per ottenere risarcimenti, e la depenalizzazione della “colpa lieve” nel caso in cui il professionista sanitario si sia attenuto a linee guida e buone pratiche.

Spiega in una nota Adolfo Bertani, presidente di Cineas: “Il primo di luglio gli ortopedici di tutta Italia incroceranno le braccia. Questo è il grido di dolore dei medici del settore pubblico e privato che si trovano di fronte a un'imminente scadenza”. Infatti il prossimo 13 agosto scatta l'obbligo per tutte le categorie mediche di sottoscrivere una polizza di Rc professionale. Questa scadenza si scontra con la difficoltà da parte dei medici, e in particolare di quelli della cosiddetta "area a rischio", ovvero ginecologi, chirurghi e ortopedici, di stipulare delle coperture assicurative adeguate, visto che molte compagnie considerano il settore sanitario quanto meno complesso, a causa dell'aumento esponenziale degli importi dei risarcimenti danni da presunti casi di malpractice medica”.