La promozione di stili di vita corretti, che includano lo sport e una dieta equilibrata, è la chiave per sconfiggere l’epidemia di malattie croniche. E' l'altra sfida che parte da Londra, città olimpica, che diventa la sede del Global Health Summit, il più importante meeting internazionale di politica sanitaria mai realizzato.

“Lo sport e una dieta sanaspiega il prof. Sergio Pecorelli, presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) - rappresentano gli strumenti per mantenersi in salute e sconfiggere le malattie croniche legate a stili di vita sbagliati, come il diabete, i tumori e le patologie cardiovascolari. È dimostrato,infatti, che lo sport riduce in modo notevole le possibilità di sviluppare un cancro: infatti i sedentari hanno una probabilità del 20-40% superiore di ammalarsi".


Per il Presidente AIFA: "La prevenzione attraverso l’attività fisica deve entrare nell’agenda dei governi di tutto il mondo. I campioni olimpici possono costituire modelli da seguire per le generazioni più giovani, che hanno, rispetto alle precedenti, una notevole aspettativa di vita. Oggi l’11% della popolazione mondiale ha più di 60 anni, si calcola che nel 2030 questa percentuale salirà fino al 17% e nel 2050 al 22%. E l’Italia si colloca ai vertici della classifica della longevità: è il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per aspettativa di vita”.


 In base alla “Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010” del Ministero della Salute, gli italiani vivono sempre più a lungo. La speranza di vita alla nascita è pari a 78,8 anni per gli uomini e a 84,1 per le donne. Ma, in base ai dati Istat, la percentuale di sedentari nella popolazione italiana è del 38,3%: si tratta di più di 22 milioni di persone che dichiarano di non praticare attività fisica nel tempo libero.


“Il nostro sistema sanitario funziona – continua il prof. Pecorelli -, perché garantisce le cure a tutti i cittadini. Il CONI e la Federazione Medico Sportiva Italiana sono attivi con progetti importanti ma è necessario che tutte le Istituzioni si impegnino di più per far comprende i rischi legati alla sedentarietà. Anche l’innovazione, che include sia i nuovi farmaci che le tecnologie, è essenziale perché da un lato permette di curare i malati, dall’altro di sviluppare i sistemi economici dei Paesi. Solo così i sistemi sanitari potranno superare la sfida della sostenibilità”.