Un futuro senza biopsie grazie a un nuovo tipo di microscopio a super-risoluzione, che nei prossimi anni potrà rendere possibile l'analisi diretta e ad altissima risoluzione dei tessuti biologici. L'invenzione è stata realizzata dai ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia coordinati da Alberto Diaspro, Direttore del Dipartimento.


Il nuovo microscopio unisce in un unico strumento la nanoscopia ottica STED e la microscopia a doppio fotone (2PE), due tecniche avanzate di imaging. E' una tecnologia che permette di superare i limiti risolutivi della microscopia tradizionale; consente di ottenere immagini dettagliate di sistemi cellulari alla scala del manometro e permette di osservare sistemi biologici - singole cellule, tessuti o organi - in profondità, potendo penetrare in spessori di circa 800 micron.  


“Oltre a riuscire coniugare in un unico strumento due tecniche avanzate - ha detto il professor Diaspro - il nostro lavoro è importante perché la luce che utilizziamo ha un'energia che non danneggia il campione biologico che vogliamo analizzare. In futuro potremo studiare i meccanismi molecolari di tessuti e organi del nostro corpo senza estrarre le cellule dal campione ma direttamente”.