Oltre 400mila protesi "Pip" impiantate nel mondo; circa 3.500, secondo quanto si apprende, gli impianti effettuati a donne italiane, segnalati al Ministero della Salute dalle Asl a seguito dell'ordinanza emanata dal ministro Renato Balduzzi in dicembre.
Riguardo alle protesi Pip, a maggiore rischio rottura, il Consiglio Superiore di Sanità (Css) ha elaborato un'ulteriore indicazione orientata all'espianto della protesi, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, per motivi clinici o psicologici da parte della donna.


Inoltre, secondo i dati del Consiglio Superiore di Sanita', dal primo gennaio 2005 si contano in Italia 24 rotture di protesi mammarie Pip. Lo stesso Css ha sottolineato che non risultano in Italia episodi cancerogeni, e che il rischio stesso di cancro non è dimostrato, mentre sono state accertate "la genotossicita" e un "particolare potere irritante".
 

Le protesi Pip, che costavano un quarto rispetto alla media degli altri dispositivi medici dello stesso tipo,  sono state ritirate dal commercio in Italia il primo aprile 2010.