Intervento record: ragazza salvata da un doppio ri-trapianto di polmone. La giovane di 19 anni, affetta da fibrosi cistica, ha cambiato sei polmoni nel corso della sua vita.
Una donna di 19 anni è stata sottoposta con successo a un doppio ri-trapianto di polmone eseguito a dicembre presso il policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena. La notizia dell'intervento record è stata diffusa soltanto martedì, quando la giovane ha potuto riabbracciare la sua famiglia dopo un lungo periodo di ricovero post-operatorio. La 19enne, affetta da fibrosi cistica, (la speranza viene dal freddo) ha cambiato sei polmoni (staminali anche per i trapianti di polmoni) nel corso della sua vita, i due con cui è nata, sostituiti tre anni fa, a loro volta rimpiazzati a fine 2015. La complessa procedura è stata effettuata in assistenza cardiorespiratoria con la macchina cuore-polmone Ecmo, ed è stata condotta e portata a termine da un team multidisciplinare composto dalle Uo Trapianto di polmone diretta da Paladini, Chirurgia toracica diretta da Giuseppe Gotti, e Terapia intensiva cardiochirurgia diretta da Luca Marchetti, insieme a tutto il personale di sala operatoria e al supporto dei perfusionisti.
"La giovane paziente di 19 anni, affetta da fibrosi cistica - spiega Piero Paladini, a capo dell'Unità operativa Trapianto di polmone dell'azienda ospedaliera universitaria senese - era stata sottoposta nel 2013 a un duplice trapianto di polmone per insufficienza respiratoria terminale. Nel dicembre del 2015 è stato necessario procedere al retrapianto di entrambi i polmoni, per una condizione di rigetto cronico caratterizzata da un danno polmonare progressivo detto bronchiolite obliterante. Il retrapianto presenta problemi più complessi rispetto al primo trapianto - sottolinea l'esperto - e il successo dell'intervento è legato a diversi fattori. Grazie a un lavoro straordinario di squadra la giovane paziente, dopo una lunga degenza, ha potuto finalmente riabbracciare i suoi cari. A livello mondiale - fa notare Paladini - il retrapianto interessa circa il 4% totale dei pazienti trapiantati e in Europa è una procedura chirurgica che riguarda poco più di 50 pazienti all'anno".
Dopo il delicato intervento, la degenza della giovane è proseguita prima in Terapia intensiva cardiotoracica, poi in Chirurgia toracica e infine presso l'Unità operativa complessa di Malattie respiratorie e trapianto polmonare, (il primo in Italia) diretta da Paola Rottoli, con la collaborazione degli immunologi Franco Laghi Pasini e Leopoldo Capecchi, dell'infettivologo Paolo Almi e di un gruppi di psichiatri, perfusionisti, fisioterapisti e infermieri.

Prognosi: la prognosi a lungo termine dopo un trapianto polmonare non è ancora buona come per le altre procedure di trapianto, soprattutto per le innumerevoli complicazioni che possono insorgere. Oltre alle infezioni croniche, la disfunzione d'organo è la principale causa di morte ed il più importante fattore limitante nella prognosi. Altri problemi che possono insorgere sono il rigetto, le complicazioni bronchiali e la disfunzione primaria post-trapianto di polmone.