Gli ultimi dati diffusi in occasione della Giornata Mondiale contro la tubercolosi (torna a far paura) che si svolgerà il 24 marzo, resi disponibili dalle autorità sanitarie italiane, fotografano una situazione decisamente fluida in relazione alla diffusione della tubercolosi (il fumo aumenta il rischio di Tbc). L’incidenza di quella che era considerata, fino a una decina di anni fa, come una malattia destinata a scomparire, è infatti aumentata in coincidenza con l’incremento dei flussi migratori. Il dato sulla diffusione della tubercolosi (nuovo caso a Ferrara) non lascia spazi a margini di dubbio, poiché, oltre un malato su due, infatti, non è nato in Italia e nella quasi totalità di casi si tratta di uomini anche in età adulta.
"Occorre accrescere la rete di controllo e vigilanza - fa sapere l'Amcli (Associazione microbiologi clinici italiani) - focalizzandosi sia sugli anziani italiani che possono andare incontro a riattivazione di infezioni contratte in gioventù, sia sugli stranieri arrivati negli ultimi anni e le loro successive generazioni".
Sono dunque, soprattutto gli uomini i più a rischio di sviluppare la tubercolosi, e in particolare gli italiani di età adulta e i giovani stranieri. Il principale ostacolo all'eliminazione della tubercolosi, spiegano gli esperti è costituito dalla circolazione dei ceppi multifarmaco resistenti. Finalmente, dopo oltre mezzo secolo di black-out, sono comparsi sul mercato due nuove molecole antitubercolari, bedaquilina e delamanid, riservati proprio ai pazienti per cui non esistano altre opzioni terapeutiche. Allo scopo di scongiurare la comparsa di resistenze, tali molecole potranno essere somministrate, sotto stretto controllo dell'Agenzia Italiana del Farmaco, soltanto in centri specializzati individuati dalle Regioni.
Tuttavia, l’intento sarà riportare il tasso di nuovi casi di Tbc a meno di dieci persone per milione entro il 2035, per poi conseguire la completa eliminazione entro il 2050, ovvero scendere a meno di un caso per milione di persone ogni anno.

Trasmissione tubercolosi: La tubercolosi è contagiosa per via aerea: in genere i bambini non sono considerati contagiosi e di solito contraggono l’infezione da adulti malati. Il periodo d’incubazione, ossia il tempo che impiega una persona ad infettarsi dopo l’esposizione, varia da settimane ad anni, in relazione all’individuo e la relativa infezione (primaria, progressiva o secondaria).