Internet e smartphone rendono i giovani più somari a scuola: a lanciare l’allarme è Sergio Garbarino del Dipartimento di Neuroscienze dell’università di Genova.

In particolare, secondo quanto emerso dagli studi del neurologo genovese, gli adolescenti perdono colpi a scuola a causa delle poche ore di sonno che si concedono per colpa di smartphone e servizi di messaggistica. “Un recente studio - spiega Garbarino- ha indicato che solo 2 ore passate su un tablet retro-illuminato fanno diminuire del 22 per cento la produzione di melatonina, un ormone che regola sonno-veglia”. Ma la dipendenza fa internet non è solo un boomerang contro il rendimento scolastico. “Gli adolescenti - aggiunge il neurologo - hanno fisiologicamente maggiore bisogno di sonno. E questa deprivazione volontaria, legata all’uso compulsivo di strumenti elettronici, è quanto mai deleteria. Si ripercuote sullo studio, sulla capacità di attenzione, aumenta i rischi di incidenti, stradali e non”.

Difatti il docente dell’università di Genova spiega che se è vero che tutti hanno bisogno di un certo numero di ore minime di sonno,  “quando si scende al di sotto delle 4 ore a notte i problemi di salute sono inevitabili: siamo animali diurni, il nostro organismo è stato `costruito´ per funzionare durante il giorno e per riposare la notte. Invertire i ritmi è quindi un errore. E se ne pagano le conseguenze”.

L’abuso di chat nelle ore notturne, di eccessiva attenzione a cellulari e tablet durante il giorno distoglie dunque i giovani dall’attenzione alle materie scolastiche, e li rende meno vigili. E l’unica maniera di rimediare è delegata alla fermezza dei genitori.  “Gli adulti – conclude il dottor Garbarino - devono far capire ai loro ragazzi l’importanza di dormire. Come con l’alimentazione, sono necessarie regole per un buon sonno. A partire dalla necessità di spegnere il cellulare a una certa ora”.