Da una ricerca targata Francia, Italia e Spagna arriva una buona notizia sul fronte della lotta al morbo di Parkinson. È stata infatti scoperta una proteina chiave, nella sua forma aggregata, che è la principale sospettata della terribile malattia. I ricercatori, coordinati da Benjamin Dehay dell'Istituto per le malattie neurodegenerative di Bordeaux, hanno dimostrato che, iniettandola nel cervello di topi e scimmie, riesce da sola ad avviare la neurodegenerazione propria della malattia. La ricerca, una volta verificati i risultati sull'uomo, potrebbe aprire la strada a cure molto precoci per bloccare il morbo, prima che le aggregazioni proteiche si diffondano nel cervello.
 
La proteina,  che si chiama alfa-sinucleina, è naturalmente presente nelle persone sane, ma non nella forma aggregata, che invece si trova tipicamente nei malati e nelle forme familiari il gene mutato è proprio quello che codifica questa proteina. In precedenza era già stato dimostrata la tossicità per i neuroni dell'alfa-sinucleina aggregata, ma i ricercatori vogliono verificare che la proteina può da sola far ammalare i neuroni. La sperimentazione è stata possibile prelevando alfa-sinucleina dal cervello di persone malate e decedute, che avevano donato il corpo alla scienza. Le proteine ottenute, purificate, sono state poi iniettate nell’area del cervello “sede” del morbo di Parkinson prima di topi e poi di macachi
 
Il risultato è stato che la proteina malata ha indotto un cambiamento dell'organizzazione dell'alfa-sinucleina, arrivando a una degenerazione, dopo 4 mesi nei topi e dopo 9 mesi nelle scimmie, dopaminergica, fenomeno associato al Parkinson, che ha continuato a progredire nel tempo. Come ha spiegato ilcapo del team dei ricercatori in pratica "iniettando nel cervello degli animali piccole quantità di proteine umane malate abbiamo scatenato la malattia di Parkinson. È la prova che questa proteina è responsabile del morbo”