Potrebbe essere dentro il nostro organismo la migliore cura contro le malattie degenerative dell’età. Ne sono convinti i ricercatori del Sanford-Burnham Medical Research Institute di Santa Barbara, da quando si sono imbattuti in una proteina che regola il processo di ripulitura delle cellule. Attività fondamentale per l'invecchiamento e per la difesa dal corpo da malattie come l’Alzheimer.

Infatti gli studiosi del centro della California, come comunica l’autorevole rivista “Nature Communications”, si dicono convinti che ben presto – e proprio seguendo questa strada – la medicina moderna “potrebbe generare nuove terapie per malattie degenerative come l'Alzheimer”. Come si evince dal loro studio, i ricercatori hanno trovato che un fattore di trascrizione chiamato Hlh-30 è fondamentale in diversi passaggi del processo di autofagia, che rimuove dalla cellula tutte le sostanze di scarto.

Scrivono gli autori della scoperta: “Questo fattore è critico per assicurare la longevità in tutti i ceppi del verme C. Elegans che abbiamo testato e deve essere attivo per allungare la vita, probabilmente proprio inducendo l'autofagia. Lo stesso meccanismo lo abbiamo trovato nei topi con una dieta povera di calorie, e secondo noi rimane identico anche negli organismi superiori”. Conclusione? “Se la scoperta verrà confermata sarà possibile trovare dei farmaci che attivino il processo evitando le malattie degenerative legate all'età”. Di questo almeno sono convinti al Sanford-Burnham Medical Research Institute di Santa Barbara”.