Le nuove terapie disponibili migliorano la qualità della vita e le percentuali di sopravvivenza dei malati di cancro al polmone: lo rivelano gli oncologi a Palermo.

Secondo quanto emerso dal convegno tenutosi a Palermo, il tumore del polmone è la neoplasia più comune in tutto il mondo, con 1,35 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno ed è la principale causa di morte tra quelle legate al cancro, con più di un milione di decessi ogni anno.  In Italia si calcola invece che le nuove diagnosi stimate ogni anno sono circa 38.000 con una prevalenza di 300 casi per 100.000 abitanti, numeri che dicono come il 20% di tutti i decessi per cancro nel nostro Paese sono legati a questa neoplasia, per la quale le staminali hanno creato nuove speranze.

E tuttavia, spiegano gli esperti, sono stati compiuti importanti passi avanti negli ultimi anni grazie al ricorso a nuove terapie per via orale e alla combinazione di trattamenti terapeutici che mescolano insieme farmaci chemioterapici, biologici e farmaci antiangiogenici nel trattamento delle forme tumorali avanzate.
“La tempestività è fondamentale sia per diagnosticare il tumore quando è in fase iniziale e trattarlo con la chirurgia sia quando il tumore viene scoperto in fase avanzata per iniziare quanto prima un trattamento che consenta di evitare il peggioramento repentino dei sintomi – spiega Vittorio Gebbia, responsabile di Oncologia medica presso la casa di cura di Alta Specialità "La Maddalena" di Palermo – Naturalmente la caratterizzazione molecolare fa parte di questo percorso perché permette di individuare i sottogruppi di pazienti con mutazioni e di conseguenza utilizzare nel migliore dei modi i farmaci biologici ad oggi disponibili”.

Molto preziosa , nel trattamento del tumore, risulta inoltre lo pneumologo interventista, che è “la figura cardine nell'intero percorso di diagnosi e cura – spiega Roberto Marchese, responsabile di Pneumologia della Maddalena - e di fatto è il primo specialista al quale viene inviato il paziente con problemi respiratori, è quello che avvia tutte le indagini diagnostiche, a cominciare dalla biopsia”.