Una dieta fatta di troppi carboidrati aumenta il rischio di cancro al colon: una ricerca canadese rivela che un alimentazione scorretta favorisce il tumore.

La ricerca dell’Università di Toronto rivela, sulla scorta delle conoscenze acquisite, che le infiammazioni intestinali croniche e  la flora intestinale hanno un ruolo chiave nelle possibili mutazioni genetiche in grado di scatenare il tumore al colon.

Lo studio pubblicato su Cell, conferma dunque gli esiti di altri studi che avevano già messo in relazione il consumo di troppi carboidrati con il carcinoma colon-rettale: ma ciò non vuol dire affatto che la dieta mediterranea sia scorretta: frutta, verdura, cereali, pesce ed olio d’oliva hanno infatti un ruolo protettivo contro il cancro, e possono ridurre il rischio di ammalarsene fino al 46 per cento.

La ricerca canadese condotta su cavie da laboratorio ha potuto associare il tumore del colon  alle mutazioni di un gene anti-cancro chiamato Apc, e a quelle di un altro gene, l’ Msh2, che ha il compito di riparare i danni nel Dna.  Secondo il team dell’università di Toronto, c’è la possibilità che l’interazione dei microbi intestinali con la dieta possa favorire queste mutazioni. Gli scienziati hanno infatti notato che quando i roditori venivano alimentati con una dieta povera di carboidrati la proliferazione delle cellulare anomali diventava meno rapida.

Ciò che davvero importa però per limitare i rischi, è evitare i carboidrati troppo raffinati (per esempio farina “0” o “00”, riso bianco) e puntare su quelli integrali e sulle patate. È poi importante avere familiarità con l’indice glicemico, un numero che indica quanto un cibo alza i livelli di glicemia rispetto a un altro poco dopo aver mangiato: il carico glicemico alto deriva da una dieta con molti cibi che provocano una rapida salita nel tasso di zucchero nel sangue, come appunto quelli ricchi di farina bianca, i carboidrati le patate e i dolci.