La cannabis è ritornata prepotentemente a far parlare di se e non si sono ancora spente le polemiche per la manifestazione della settimana scorsa contro la legge Fini-Giovanardi che arriva un autorevole parere che farà sicuramente discutere. Ci riferiamo all’Osservatorio nazionale dipendenze del Dipartimento politiche antidroga sulla base dei risultati dello studio pubblicato dalla British Lung Foundation (''The Impact of cannabis on our lungs''), secondo cui fumare spinelli comporta un rischio di sviluppare un cancro al polmone 20 volte maggiore rispetto al fumo di sigaretta.

Molto netto il giudizio anche dell’oncologo Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto Tumori di Aviano, che dice: “'Alla domanda che spesso mi viene posta se le droghe leggere e pesanti dovrebbero restare uguali ai fini della legge, rispondo: ma di quali droghe leggere parliamo? Della cannabis? Ebbene, oggi la quantità di principio attivo della cannabis è passato dal 5% degli anni ''70/'80, al 50/55% fino all'88% negli estrattivi come l'olio di hashish. Non esistono droghe leggere. Senza contare poi che la cannabis, e parlo di questa cannabis super potente, è spacciata soprattutto tra i giovani e i giovanissimi che la usano senza conoscere il rischio che corrono. Quanto al paragone che spesso viene fatto tra cannabis e l'alcol o il tabacco ricordo che fanno malissimo anch'essi. Ma siccome sono legali, allora vogliamo autorizzare anche la cannabis? Vogliamo il tanto peggio, tanto meglio? Al contrario, dobbiamo incentivare la consapevolezza del danno dal fumo di tabacco e dall'abuso di alcol e tenere la barra ferma nel far capire ai nostri giovani che anche la cannabis fa male e continuare a vietarne assolutamente l'uso”.

Giovanni Serpelloni, capo del Dpa, condivide pienamente queste preoccupazioni così come l'invito di aumentare la divulgazione di linee di indirizzo per la salute pubblica riguardo i numerosi danni che l'uso di cannabis e le sostanze stupefacenti possono produrre soprattutto tra i più giovani. Dallo studio inglese è emerso che il 32% degli intervistati non ritiene che fumare cannabis sia dannoso per la salute, e il dato sale al 40% nella fascia di età compresa tra i 35 e i 40 anni.