Circa l'80% dei pazienti adulti e pediatrici con linfoma non-Hodgkin o leucemia linfoblastica acuta ottengono la remissione completa della malattia con i trattamenti abituali. Nel restante 20% la malattia riappare, per cui devono essere trattati con alte dosi di chemioterapia e trapianto di cellule staminali del paziente stesso. E nella metà di essi la malattia ritorna, con alto rischio di mortalità, soprattutto se le recidive si presentano entro 6 mesi dal trapianto. Principali imputati della rigenerazione della malattia sono le cellule staminali tumorali. Se ne è parlato al convegno “Nuove frontiere nelle terapie cellulari e molecolari”, organizzato dall'Istituto Giannina Gaslini di Genova e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

Come ha spiegato Franco Locatelli, direttore del reparto di Oncologia all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, si sta lavorando per riconoscere e colpire le staminali leucemiche, sradicare e distruggere le cellule che danno origine e alimentano il tumore.  “Si tratta di una sorta di 'super cellule' con la doppia funzione di riconoscere e uccidere le cellule tumorali. Si tratta di anticorpi monoclonali che creano una sorta di 'ponte' tra cellule tumorali, in particolare le cellule della leucemia linfoblastica acuta, e i linfociti T che le distruggono. Recentemente sulla rivista “New England Journal of Medicine” sono stati riportati i casi di due bambini con leucemia linfoblastica acuta in cui si è ottenuta una remissione, e in uno dei due probabilmente una guarigione definitiva".

Il Gaslini dal 2012 ha aperto una nuova “Cell factory”, per lo studio delle staminali e per l'allestimento delle terapie cellulari. Sono strutture che necessitano di importanti investimenti sia in capitale umano competente sia in finanziamenti adeguati, ma alcune terapie sono in sperimentazione anche al Gaslini e rappresentano una risorsa molto importante per tutti quei pazienti in cui le terapie standard hanno fallito. La ricerca punta anche ad altre forme tumorali. Al Gaslini sono in corso studi per identificare le cellule staminali del melanoma e utilizzare cellule natural killer per eliminare sia le cellule del tumore sia le cellule staminali tumorali.