Il tumore al seno non tregua. Nel nostro Paese si registrano ogni anno 42mila nuovi casi e si stima che  una donna su 10 si ammalerà nel corso della vita. Ma c'è anche una notizia buona: cala l'indice di mortalità ed in oltre l'80% dei casi si guarisce, percentuale che sale al 90% se la diagnosi è precoce.


E probabilmente si potrebbe ulteriormente far diminuire la mortalità se ci fosse maggiore informazione: ad oggi il 49,8% delle italiane dice di non sapere molto della patologia. E' la fotografia scattata dal presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), Francesco Schittulli, in occasione della presentazione della Campagna di prevenzione Nastro Rosa 2012.


"Occorre massima attenzione - ha affermato Schittulli - considerando che sta cambiando l'età in cui la malattia si manifesta: il 30% dei casi si ha  prima dei 50 anni, fuori quindi dall'età prevista dai programmi di screening mammografico. Ulteriore motivo per sensibilizzare le donne alla diagnosi precoce, attraverso una maggiore informazione".


Più prevenzione e informazione è, infatti, lo slogan della Lilt, che vuole  sfatare alcuni 'falsi miti': ossia che il maggiore volume del seno, ad esempio, possa incidere sul rischio di ammalarsi di tumore; che le protesi al seno causino il cancro; che l'uso di deodoranti aggressivi o depilazione ascellare siano pericolosi e che le terapie ormonali post-menopausa comportino maggiore rischi.