Se non riesci a dormire forse è colpa dei tuoi geni: tra le molte cause attribuite all’insonnia sono compresi fattori genetici, rivela uno studio di Harvard.

Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’università di Harvard rivela che la durata media del sonno di ciascuno è un tratto ereditario che talvolta può essere correlato a malattie cardio-metaboliche e psichiatriche. Ma ad oggi erano poco note le cause genetiche che influenzano la maggiore o minore predisposizione all’insonnia, che in Italia è diffusissima.

Dalla ricerca di Harvard, pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry, emerge però che sono state identificate due variazioni genetiche, una delle quali è stata legata a circa 3 minuti di sonno in più per notte. E sebbene questa differenza possa apparire ridotta, gli specialisti sanno che il fattore individuato è uno delle probabili centinaia che incidono sulla qualità del nostro riposo, smartphone compresi.

Secondo quanto emerso dallo studio condotto su più di 47mila soggetti di origine europea, la maggiore durata del sonno è associata ad un profilo metabolico più favorevole e a un minor rischio di disturbo da deficit di attenzione e iperattività. E in particolare, l’attenzione si è concentrata sul cromosoma 2, che si è ripresentato in un campione composto da 4771 individui afro-americani.

Daniel Gottlieb, uno degli autori dello studio, ritiene pertanto che i cicli del sonno sono soggetti a differenze genetiche che ne alterano la durata, legata peraltro anche a condizioni come il diabete, la pressione alta e la depressione. Ma per migliorare il riposo, ci sono una serie di piccoli consigli da seguire.

Uno studio dell’Università di Melbourne aveva in precedenza analizzato la connessione fra qualità del sonno e geni grazie a uno studio attuato su coppie di gemelli. E allora era stato notato che i fattori genetici erano responsabili per il 65% sul tempo totale di sonno, per l’83% su quello dell'addormentamento e per il 57% per l'efficienza del riposo