Il segreto dell’eterna giovinezza è forse nascosto nella coda di lucertola: la suggestiva scoperta è dell’istituto di ricerca biomedica di Barcellona.

Lo studio del Center for genomic regulation coordinato dall’italiana Maria Pia Cosma (approdata in Spagna dopo una lunga esperienza all'Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Napoli, ha rilevato che il gene che fa ricrescere la coda alle lucertole, presente anche nell'uomo, potrebbe essere l'interruttore su cui agire per riprogrammare in modo efficiente le cellule adulte facendole tornare giovanissime.

Nella ricerca pubblicata sulla rivista Stem Cells Reports, si legge che il gene chiave per la rigenerazione,  denominato Wnt, produce una proteina che a sua volta regola l'espressione di una cascata di geni. Nelle rane e nelle lucertole, questa 'reazione a catena' consente di far ricrescere le code dopo l'amputazione. Viceversa, spiegano i ricercatori catalani, sebbene nei mammiferi questa prerogativa sia andata perduta, le le nostre cellule conservano ancora tra le loro pieghe il gene Wnt, che risulta coinvolto in molti processi dello sviluppo embrionale e nella stessa riprogrammazione cellulare. La dottoressa Cosma ha spiegato che “che siamo in grado di aumentare l'efficienza del processo di riprogrammazione inibendo la via del Wnt”.

Grazie agli esperimenti condotti da Francesco Aulicino, un altro cervello italiano in fuga a Barcellona, si è scoperto inoltre che il gene Wnt agisce in maniera intermittente. ''Abbiamo osservato due fasi, e in ciascuna di loro il gene Wnt gioca un ruolo diverso'', spiega la ricercatrice Ilda Theka. ''Inibendo il gene all'inizio del processo e attivandolo alla fine possiamo aumentare l'efficienza della riprogrammazione cellulare ottenendo un numero più elevato di cellule pluripotenti''.

Ma lo scopo della ricerca spagnola non è tanto dar vita a farmaci in grado di rigenerare determinati tessuti, quanto piuttosto quello di combattere e curare con cellule staminali pluripotenti, il cancro, le malattie cosiddette degenerative come il Parkinson, la sclerosi multipla, gli infarti cardiaci ed i danni conseguenti a lesioni spinali.