Il settore registra una certa inflazione di nomi e di figure. Infatti, nel caravanserraglio, ci sono i nutrizionisti, gli esperti in nutrizione, i coach della nutrizione. Mancano invece le competenze, con non pochi rischi per i pazienti Anche per questo l’associazione nazionale dietisti (Andid) ha deciso di alzare la voce e richiamare l’attenzione delle autorità: dietro qualifiche sempre più spesso presenti sui media si nasconde il rischio di imbattersi in professionisti non competenti. L’associazione lamenta soprattutto che laureati provenienti dalle aree più disparate (biologia, economia, scienze motorie) si riconvertano grazie a master o corsi di perfezionamento in esperti di diete, senza però avere una formazione adeguata. Il che garantirà a queste persone un business molto redditizio, ma non aiuta certamente gli italiani che per l’alto livello di stress sono tra i cittadini al mondo più soggetti a scompensi nutritivi.

Al riguardo, e da un convegno tenutosi al ministero della Salute, la presidente dell'associazione nazionale dietisti Giovanna Cecchetto, ha voluto ricordare: “Il corretto iter formativo prevede due strade: la laurea in medicina con specializzazione in scienza dell'alimentazione e la laurea in dietistica. L'alimentazione ha a che fare con molte discipline ed è dunque importante che diverse professioni prevedano una formazione anche su questo, ma ciò non significa che basti qualche ora di formazione per potersi dire competente”.

Contemporaneamente è stato presentato un libro bianco per denunciare la scarsa regolamentazione nell'offerta formativa universitaria nel campo della nutrizione umana. Con il risultato che ogni giorno che passa la tv o i giornali lancino santoni che promettono di perdere sette chili in sette giorni. Parole, conclude la dottoressa Cecchetto, che “contrastano con una cultura corretta dell'alimentazione, perché si lascia intendere che bastino pochi giorni per perdere peso, e che l'importante sia perderlo, a prescindere dal come. Queste diete spesso sono all'origine dell'obesità, mettono l'organismo sotto stress con facili dimagrimenti seguiti da altrettanto facili aumenti di peso. E oltretutto non sono individualizzate in base alla persona”.