Contrastare l'obesità infantile, prescrivendo l'attività sportiva come fosse un farmaco. E' la strategia delineata dagli esperti riuniti al congresso mondiale di Medicina Sportiva per arginare un fenomeno che vede in Italia un bimbo su tre in sovrappeso o obeso, un tasso altissimo che ci vede fra i peggiori in Europa.


Secondo i dati presentati sono un milione e centomila i bimbi tra i 6 e gli 11 anni che hanno problemi di peso, con una prevalenza di sovrappeso del 23,3% e di obesi del 20,1. Su base regionale le differenze sono forti, con il Sud che tocca i valori massimi: il 3,5% dei bambini della provincia di Trento è obeso, contro il 20,6% della Campania, regione che 'vanta' anche un 28,3% di sovrappeso.


Per Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, è necessario rivolgersi allo specialista per una "prescrizione" corretta dell'attività da fare: "L'esercizio fisico va fatto nella giusta dose, che deve essere calcolata in base ai parametri biologici soliti come l'altezza, il peso o la pressione, ma anche tenendo conto dell'efficienza fisica, che può essere misurata con un semplice test".


Inoltre, "ci sono poi molti altri fattori da considerare, come il fatto che il metabolismo e la scuola sono fonti di spesa energetica importanti, e che a seconda del periodo dell'anno varia la quantità di esercizi che il fisico può sopportare".