...all'appello ne mancano 60mila Sono almeno 60mila gli infermieri italiani che mancano - all'appello -. Un - buco - di forza lavoro preziosa per l'assistenza sanitaria che si fa sentire soprattutto nelle piante organiche delle Regioni del Centro-Nord, dove si stima che gli infermieri necessari siano almeno 26mila. In ogni caso, anche il Sud sta cominciando a soffrire di questa carenza a causa del - turn-over - squilibrato, determinato dalle politiche di contenimento dei budget aziendali che spingono gli amministratori a non sostituire chi va in pensione con nuove leve di infermieri. In piú, altri 32-35mila circa sono gli infermieri - non formati - perché la programmazione dei corsi di laurea ha assegnato agli atenei del Bel Paese una media di 4-5mila posti in meno ogni anno, dal 1997 al 2005, rispetto al fabbisogno indicato dalle categorie professionali. Un quadro che spiega, ma non giustifica, lo sfruttamento degli infermieri attualmente in servizio, spesso oberati di lavoro e costretti a fare straordinari piú di quanto sia tollerabile, con l'inevitabile rischio di influire negativamente sulla qualitá degli standard assistenziali. La carenza di circa 62mila unitá viene confermata anche se si - fanno i conti - con lo standard di 6,9 infermieri per mille abitanti stimato dall'Ocse come media nei Paesi europei, contro il 5,4 per mille attualmente registrato in Italia. Alla mancanza di personale infermieristico si é cercato di far fronte con il reclutamento di professionisti provenienti dall'estero, ma in realtá il numero degli infermieri stranieri che hanno i requisiti per il riconoscimento del titolo in Italia é risultato piuttosto limitato. Infatti gli infermieri extracomunitari iscritti all'Ipasvi nel 2005 sono stati solo 6.700 circa. Inoltre, in rapporto alla - qualitá - delle prestazioni erogate alla cittadinanza, spesso sono stati segnalati problemi legati ad una loro scarsa conoscenza della lingua italiana, indispensabile per comunicare adeguatamente con i pazienti, con i medici e con gli altri componenti dell'équipe curante. Attualmente la normativa prevede un esame di lingua per gli extracomunitari, ma non per i professionisti appartenenti alla Comunitá Europea. Anche l'Oms, proprio in occasione della Giornata mondiale della Salute, esprime preoccupazione nei confronti dei flussi migratori di operatori sanitari, soprattutto dai Paesi piú poveri verso quelli piú sviluppati, e punta a sostenere politiche volte alla formazione - in loco - e alla valorizzazione del ruolo professionale e sociale degli infermieri e delle altre figure sanitarie. La proposta da parte di alcune Universitá di incrementare il numero degli studenti con la formazione a distanza (Fad), non é stata accolta favorevolmente dall'Ipasvi, poiché nella preparazione di un infermiere devono avere un peso determinante la pratica e il tirocinio, impossibili utilizzando gli strumenti dell'e-learning. Tale posizione é stata condivisa anche dal - Tavolo tecnico per la valutazione degli aspetti riferiti alla carenza infermieristica in Italia - istituito in febbraio presso il ministero della Salute e composto da rappresentanti dei dicasteri della Salute e dell'Universitá, delle Regioni, della Conferenza permanente dei Presidi delle Facoltá di Medicina e Chirurgia e della Federazione Ipasvi. Altra strada intrapresa per contrastare la carenza di infermieri in Italia é stata quella di informare meglio l'opinione pubblica e di sensibilizzare i giovani per incentivarli a scegliere questa professione. Una piú approfondita conoscenza del ruolo e delle attivitá svolte dagli infermieri hanno prodotto effetti positivi, e a dimostrarlo sono i risultati delle iscrizioni ai corsi universitari in Infermieristica (+ 31,4% dal 2000), con un trend in costante crescita. Sicuramente un elemento di - appeal - per i futuri infermieri é oggi costituito anche dalle maggiori prospettive di carriera legate alla nuova offerta di formazione specialistica (master e laurea di secondo livello) che dá accesso a posizioni dirigenziali nell'ambito del management e della assistenza clinica. Fonte: Comunicato stampa IPASVI