Farmacia.it - 16 settembre 2005 Sempre piú italiani ricorrono alle medicine alternative, ai prodotti biologici, agli integratori alimentari, e questo é dovuto ad un maggior interesse che il consumatore dimostra sia per l'ambiente che lo circonda sia per la sua salute ma anche perché curarsi e alimentarsi in modo naturale va di moda. A confermare peró questo trend di crescita sono 7 esperti (medici, farmacisti e nutrizionisti) su 10, anche se sono i primi a sostenere che occorre maggior informazione. Ma quanto veramente ne sanno? Il livello di conoscenza é per la maggior parte ancora piuttosto basso, spesso infatti le loro conoscenze si basano sui consigli di amici, colleghi di lavoro e parenti e su quanto sentito in TV o letto sui giornali di settore. E' quanto emerge da uno studio promosso dall'Osservatorio Federsalus (Federazione Italiana che riunisce le aziende produttrici di prodotti salutistici) che ha condotto un test su medicine alternative, integratori, prodotti naturali e bio per accertare la conoscenza degli stessi. Il 31% degli intervistati pensa che l'omeopatia sia un metodo di cura che si serve della telepatia, anche se il 52% ha risposto in modo corretto, il 37% invece che i fiori di Bach sono i fiori utilizzati per le tisane dal famoso musicista, Johann Sebastian Bach (solo il 44% sa che sono i fiori identificati da Edward Bach per la floriterapia. Per il 42% l'Aloe Vera é prodotto ammorbidente, impiegato nei detersivi e per le creme di bellezza. Per altri ancora (il 32%) la pappa reale é un afrodisiaco, creato in origine per il Re Sole, anche se il 33% sa che é il - nutrimento dell'ape regina, che ha effetti stimolanti per l'organismo, aumenta le difese immunitarie e rigenera -. Il 71% confonde i nomi dei prodotti, il 64% non conosce le tipologie di prodotti/trattamenti e il loro utilizzo. Solo il 47% non ha avuto dubbi sul significato della parola - medicine alternative -, il 21% le ha definite - le pratiche mediche orientali -, il 32% le definisce come - le pratiche mediche che non vengono riconosciute in Italia - (32%), non riconoscendo che molte di queste sono praticate in strutture pubbliche. Le interviste fatte agli italiani sono state 250 (60% donne e 40% uomini), il test prevedeva tre possibilitá di risposta (con una sola risposta esatta). Rebecca Di Matteo