a cura di Massimiliano Conforti Delegato Regione Campania Comitato EpaCI gruppi a rischio sono chi ha ricevuto trasfusioni di sangue o emoderivati prima del 1990, la siringa di vetro usata fino ai primi anni ottanta, chi si è sottoposto a tatuaggi o body piercing, chi si è punto con siringhe infette, emofilici, dializzati, chi ha fatto o fa uso di droghe per via endovenosa, gli operatori sanitari che sono a contatto con persone a rischio, il contagio attraverso rapporti sessuali è raro e può aver luogo solo in presenza di contatto ematico. Al momento non esiste vaccino per il virus dell'epatite C, ma solo per l'epatite B, infatti le due malattie vengono confuse spesso. Attualmente la terapia si concentra su due farmaci, l'interferone peghilato somministrato settimanalmente e la ribavirina. Chi si riscontra nelle categorie a rischio citate può chiedere di effettuare il Marker (anticorpi anti-HCV), che può essere prescritto dal medico di base, ricordando che avere le transaminasi nella norma non esclude la presenza del virus dell'epatite C, solo il test può togliere ogni dubbio. Per maggiori informazioni sulla patologia, sui centri di cura, e sui diritti del malato di epatite C : www.epac.it, www.indennizzolegge210.it.