Secondo un’indagine svolta dal mensile Il Test-Salvagente, la presenza del pesticida nei cibi e nell’acqua che consumiamo è troppo alta. L’IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, Organismo dell’Oms, ha dichiarato che il glifosato presente in alcuni cibi e nell’acqua, danneggia il Dna perché cancerogeno, mentre l’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, lo ha reputato non dannoso. Secondo un’indagine svolta dal mensile Il Test-Salvagente, la presenza del pesticida (causa il diabete) nei cibi e nell’acqua che consumiamo è troppo alta. Il motivo è che i residui di glifosato (5 provocano il cancro) si diffondono facilmente, anche nei campi limitrofi in cui non viene utilizzato.

Allarme glifosato in corn flakes, farine, paste e fette biscottate
"Abbiamo chiesto alle regioni di togliere il glifosato dai disciplinari di produzione a cui vengono assicurati finanziamenti europei attraverso i piani di sviluppo rurale, - spiega Vincenzo Vizioli, presidente dell'Aiab-Associazione italiana per l'agricoltura biologica e promotore del coordinamento 'Stop Glifosato - ma finora abbiamo trovato un muro di gomma".
“Il buon senso vorrebbe che in primis la Ue, nella sua decisione del mese prossimo sul rinnovo dell'autorizzazione alla vendita del glifosato, si basasse sul principio di cautela che figura peraltro nel suo statuto - sottolinea Carlo Maurizio Modonesi, docente dell'Università di Parma e membro del Gruppo Pesticidi dei Medici per l'Ambiente -, perché ancora non sappiamo i veri rischi delle continue esposizioni a tracce di residui di pesticidi".
Per giungere a queste conclusioni, il 'Test-Salvagente' ha svolto analisi anche su campioni di acque e dai risultati è emerso che su 26 campioni provenienti da diverse città italiane, in due casi l'Ampa, un derivato del glifosato dagli effetti tossici, è risultato superiore ai limiti di legge. Aidepi, Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, replica affermando che la pasta e i prodotti da forno italiani sono sicuri. Difatti la presenza di minime tracce di glifosato riscontrata dalle analisi de 'Il Test-Salvagente' non rappresenta alcun rischio per la salute. Con le quantità rilevate inoltre, osserva Aidepi, non sarebbe possibile superare i limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie neppure mangiando 200 kg di cibo al giorno.
Sul fronte dei controlli sull'acqua, (prendere la legionella dal rubinetto?) ha denunciato il mensile dei consumatori, c'è negligenza da parte delle regioni, in quanto nessuna analizza la presenza di glifosato e del suo metabolita Ampa nelle acque potabili.
Il glifosato rischia di avvelenare anche le stesse colture e far estinguere dei prodotti tipici italiani. Fattore, che ha portato il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, a comunicare che in cantiere c’è un piano particolare denominato “Glifosato Zero”, mirato all’eliminazione o almeno alla diminuzione dell’utilizzo della sostanza tossica nelle coltivazioni nostrane.