Anche l’Italia dice alla marijuana terapeutica: dopo il via libera del ministro della Salute, sarà l’esercito a produrre farmaci derivati dalla cannabis.

La produzione di marijuana a fini curativi metterà a disposizione dei pazienti farmaci fondamentali in caso di dolore cronico, che l’Italia a oggi importa dall’estero. A partire dal 2015, grazie allo stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze che da sempre collabora con altre Istituzioni del settore producendo diverse tipologie di materiali sanitari il Paese avrà però una produzione di cannabinoidi autonoma.

Sulla decisione ha influito il suggerimento del senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, che ha indicato il luogo migliore per la coltivazione della cannabis nello stabilimento chimico di Firenze, sottolineando che la procedura lenta e complicata che deve seguire il paziente per ottenere questi farmaci ha fatto in modo che solo qualche decina di pazienti sia riuscito finora a farvi ricorso.

E visto che ad oggi nessuna azienda farmaceutica italiana ha chiesto la licenza per questa produzione, la soluzione toscana consentirà di rendere la procedura più veloce e i costi più bassi. Non un dettaglio da poco, visto che allo stato attuale una fiala di farmaco cannabinoide costa attorno ai 700 euro.

"Una buona notizia: si potrà ora dare il via a quella che ho definito la 'filiera corta' della cannabis terapeutica, che anziché arrivare dall'estero, con tempi lunghi e costi altissimi, potrà essere coltivata e lavorata in Italia", commenta il consigliere regionale della Toscana Enzo Brogi (Pd), promotore della prima legge regionale in Italia sull'uso terapeutico della cannabis. Una "notizia assolutamente positiva: l' istituto chimico militare è realtà fiorentina di eccellenza da valorizzare ancora di più", dice la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi. L'istituto chimico militare "è l'unico di questo tipo che c'è in Italia, e con questa attività adesso abbiamo un soggetto pubblico che può produrre e utilizzare la cannabis a fini terapeutici, dunque con tutti i controlli e le garanzie del caso".

Cannabis terapeutica: benefici

L’uso terapeutico della cannabis si è rivelato molto efficace contro la nausea e il vomito associato con la chemioterapia anticancro, l'anoressia e la cachessia nell'HIV/AIDS, la spasticità nella sclerosi multipla e nelle lesioni traumatiche del midollo spinale.

Ricerche hanno mostrato inoltre che la marijuana terapeutica può far diminuire le crisi e alleviare i sintomi dell’epilessia oltre che quelli della sindrome di Tourette.  Con minori certezze scientifiche, la cannabis sembra inoltre utile contro depressione, glaucoma, e numerosi altri disturbi legati a stress post-traumatici.