È dell’università della California la proposta di dire no alla stretta di mano per garantire agli utenti di stare sicuri in ospedale, e al riparo da infezioni.

L’idea di creare all’interno delle strutture sanitarie zone interdette alle strette di mano, definite "no handshaking", porta la firma di Mark Sklansky cardiologo dell'università della California che l’ha lanciata in un editoriale della rivista Jama. "Le handshake free zone – ha spiegato Sklansky - dovrebbero essere stabilite insieme con un programma informativo che ne spieghi i motivi e con un'appropriata segnaletica che indichi che la decisione è presa per salvaguardare la salute". Ma la proposta dello scienziato americano è tutt’altro che infondata: soltanto in Europa, sono 4 milioni i casi di infezioni contratte in ospedale per scarsa igiene delle mani. Vediamo dunque quali regole igieniche e quali comportamenti assumere per limitare al minimo i rischi di ammalarsi nel frequentare un ospedale.

Visitare gli ammalati: come e quando lavare le mani

Nel corso della recente Giornata mondiale per l’igiene delle mani a cura dell’Organizzazione mondiale della sanità, è stato suggerito innanzitutto di igienizzare le mani con gel idroalcolico ogni volta che si entra o si esce dalla camera per almeno 20 o 30 secondi, oppure di usare acqua e sapone e frizionarle per almeno 40 o 60 secondi: in nessun caso però le mani vanno portate alla bocca. "Oggi il gel alcolico è un mezzo di igiene più veloce, più efficace e meglio tollerato dei normali detergenti e per questo va preferito specie in ambiente ospedaliero", ha chiarito Gabriele Sganga, direttore del Master Sepsi in chirurgia e docente di Scienze chirurgiche del Gemelli.

In caso di assistenza continuata di un malato ricoverato in ospedale, l’Oms chiarisce quali sono i momenti in cui è assolutamente necessario lavare le mani. Nel particolare, occorre detergerle la prima volta prima dell’incontro e del contatto con il paziente,  la seconda volta prima di iniziare le fasi di pulizie asettiche, la terza dopo l’esposizione ai fluidi corporei, la quarta dopo essere entrati in contatto diretto con un paziente o aver toccato oggetti o cose di sua appartenenza e nelle sue vicinanze.

L’Oms consiglia infine di usare esclusivamente il bagno per i visitatori e non sedersi sul letto del paziente che si va a trovare.

Assistenza ammalati: rischi di infezioni

L’ 80 per cento di tutte le infezioni prese in ospedale riguarda il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l’apparato respiratorio e le infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie). Le più frequenti sono le infezioni urinarie, che da sole rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni ospedaliere. Tuttavia, negli ultimi quindici anni si sta assistendo a un calo di questo tipo di infezioni (insieme a quelle della ferita chirurgica) e a un aumento delle batteriemie e delle polmoniti.