C'è un'etica del farmacista?Pare fuor di dubbio che la risposta a questa domanda debba essere affermativa.In questi anni, un po' in tutti i paesi europei, è andata diffondendosi sempre di più la consapevolezza della necessità di darsi dei codici di comportamento a tutela dei cittadini, della collettività e a tutela della dignità e dell'integrità della professione del farmacista.Tutti i farmacisti italiani sono tenuti a seguire il Codice Deontologico approvato dal Consiglio Nazionale della Federazione degli Ordini il 13 dicembre 2000.E' un Codice che introduce importanti vincoli all'esercizio della professione, tra i quali la pubblicità della farmacia, l'obbligo del segreto professionale, il rispetto nei confronti degli altri sanitari, dei colleghi e dei pazienti.Rapporti con i pazientiIl farmacista deve fornire al paziente tutte le spiegazioni che gli sono richieste circa le modalità di somministrazione, la posologia e le controindicazioni dei farmaci.Oramai, è consapevole della sua responsabilità morale e delle gravi conseguenze che la sua mancanza di professionalità può provocare alla collettività e perciò ha il dovere di aggiornarsi continuamente.Deve prestare, nei limiti della legge, pronta assistenza alle persone colpite da malanno. Rapporti con i medici, i veterinari ed altri sanitariIl farmacista deve sempre rispettare il lavoro degli altri sanitari, collaborare con questi e trattenersi dal criticare davanti a tutti il loro operato. In caso di prescrizione sbagliata, è tenuto a rivolgersi immediatamente al sanitario prescrivente.Rapporti con i colleghi, i maestri e i tirocinantiI rapporti con gli altri farmacisti devono fondarsi sul rispetto reciproco e sul libero scambio d'opinioni, qualora ci fossero conflitti insanabili, occorre rivolgersi al Consiglio dell'Ordine.L'obiettivo principale di ogni farmacista è quello di collaborare con i suoi colleghi per rendere più efficiente il servizio.Inoltre, deve avere sempre stima e gratitudine per i suoi maestri e, qualora accolga nella sua farmacia un tirocinante, deve fornirgli una preparazione tecnica adeguata al futuro esercizio. Infine, con il suo esempio morale, deve suscitare nel praticante amore e rispetto per la professione.La pubblicità della farmaciaQualsiasi tipo di pubblicità (televisione, radio, giornali, manifesti, volantini) è vietata.Le insegne e le inserzioni possono contenere solo specifiche indicazioni (nome, cognome, indirizzo, num. telefonico, orari di apertura e chiusura, titoli di studio, onorificenze riconosciute dallo Stato).Le vetrine devono essere sempre curate e allestite in modo tale da informare l'utente sui problemi della salute lasciando da parte i vantaggi soltanto economici.