L’alimentazione e il rapporto con il cibo è per i giovani una delle lotte quotidiane più difficili. Anoressia e bulimia sono i nemici che si nascondono dietro l’angolo e che rischiano di devastare le esistenze di moltissimi ragazzi che rifiutanoil cibo per un'esagerata paura di ingrassare, dimagriscono e poi mangiano nuovamente, in maniera smodata. Secondo il quaderno del ministero della Salute dedicato ai disturbi alimentari sono infatti in aumento i casi di esordio precoce di queste due patologie, che generalmente si manifestano tra i 15 e i 19 anni.

Altri disturbi alimentari, invece, come la sindrome da alimentazione incontrollata (il cosiddetto binge eating disorder) sembrano non avere età, arrivando a colpire i bambini e persino gli anziani, anche se raggiungono il picco in età adulta. Le più colpite sono sempre le donne (circa 8 nuovi casi all'anno ogni 100mila persone per l'anoressia, che sfiorano i 12 nuovi casi all'anno per 100mila persone nel caso della bulimia), ma il cresce il disagio anche tra gli uomini, che ormai rappresentano il 5-10% di tutti i casi di anoressia nervosa, il 10-15% di tutti i casi di bulimia e ben il 30-40% dei casi di sindrome da alimentazione incontrollata.

Sul banco degli imputati c’è quell’idea di perfezione fisica diverso che viene diffuso ossessivamente dalla nostra civiltà dell’immagine, come ha sottolineato anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Il ministro ha evidenziato come molte siano, ancora oggi, le informazioni distorte e fuorvianti che è possibile trovare online: “Quando si digitano le parole anoressia o bulimia è facile ancora oggi trovare siti su come aggirare il controllo delle famiglie, su come smettere di mangiare: cosi non si può più andare avanti, per questo serve un'operazione culturale molto forte. In rete sono 150mila i siti pro-Ana e pro-Mia, con informazioni distorte e pericolose, non appropriate rispetto al singolo utente, che generalmente è un giovane. C'è la necessità di intervenire sul problema”.

La Lorenzin ha assicurato che il ministero non intende abbassare la guardia, soprattutto in termini di prevenzione. Queste patologie, pur essendo in primo luogo disturbi psichiatrici, producono complicanze fisiche anche serie, per la malnutrizione e i comportamenti impropri messi in atto per controllare il peso. Nel caso, ad esempio, dell'anoressia nervosa, porta a una mortalità di cinque o dieci volte maggiore rispetto a chi è sano. In più spesso è difficile fare una diagnosi per tempo: molti casi arrivano agli specialisti dopo una lunga storia di malattia, quando è più difficile ottenere una guarigione.