Cambiano i costumi ma purtroppo non si evolvono con la stessa rapidità le abitudini per proteggersi dalle malattie sessuali. Secondo l’inchiesta "Le ragazze italiane: sessualità e contraccezione", curato dalla Società italiana di ginecologia ed ostetricia (Sigo), il 42 per cento delle under 25 italiane non utilizza nessun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale. Se non bastasse, di queste il 24 per cento ricorre al coito interrotto. E solo 3 su 10 hanno ricevuto informazioni corrette da medici e insegnanti. Infatti il rimanente 70 per cento ammette di aver parlato con fonti non certamente qualificate.

Aggiunge al riguardo il professor. Mauro Busacca, consigliere Sigo e ordinario di ginecologia e ostetricia dell'università di Milano: “Se ancora troppe italiane arrivano impreparate alla prima volta, la principale causa è la scarsa educazione sessuale ricevuta. Il quadro è peggiorato negli ultimi tre anni. Rispetto ad un analogo sondaggio effettuato nel 2010, infatti, registriamo un 5 per cento in più di giovanissime che affronta la prima esperienza sessuale senza nessuna precauzione, rischiando così di incorrere non solo in una gravidanza indesiderata, ma anche in una o più malattie sessualmente trasmesse. Il risultato di questi comportamenti scorretti sono le circa 10.000 baby madri under 19 che secondo l'Istat ogni anno partoriscono negli ospedali italiani. Attualmente nel nostro Paese l'educazione sessuale non è una materia scolastica obbligatoria. Da tempo, come ginecologi denunciamo questa anomalia che contraddistingue in negativo l'Italia dal resto d'Europa". Al sondaggio hanno partecipato oltre 1000 giovani tra i 14 e i 25 anni. E dati meno allarmanti arrivano in relazione all'utilizzo della pillola: la scelgono l'86 per cento delle ragazze per il livello della sicurezza contraccettiva, che però non guardano alle altre malattie sessualmente trasmesse.
 
Non a caso spiega Alessandra Graziottin, direttrice del Centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano: “Dobbiamo promuoverne maggiormente l'uso tra le ragazze. Nel nostro Paese solo il 16,2 per cento delle donne usa regolarmente la pillola contro il 41,5 della Francia, il 28 del Regno Unito e il 27,4 della Svezia. Ben 4 ragazze su 10 ignorano gli effetti positivi sul benessere femminile. Purtroppo non si valorizzano i benefici della pillola su regolarità del ciclo, acne e irsutismo, mestruazioni dolorose e/o abbondanti, carenza di ferro nell'organismo e sindrome premestruale”.
 
Infatti, aggiunge la ginecologa, “i suoi punti di forza sono l'elevata sicurezza contraccettiva, prossima al 100 per cento, l'alta tollerabilità, il ridottissimo impatto metabolico e la sua totale reversibilità. Tutte caratteristiche che la rendono l'alleata naturale della salute di una donna, un metodo contraccettivo valido a tutte le età e particolarmente indicato per le giovani”.