Le percentuali di nicotina sono minime o inesistenti. Però anche le sigarette elettroniche causerebbero non pochi problemi di natura respiratoria. Tanto da spingere i pneumologi dell'European Respiratory Society (Ers) a lanciare un allarmante monito: “Stop alle sigarette, anche quelle elettroniche. La broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e l'asma sono in continua crescita”. Secondo il presidente Francesco Blasi, “Le riacutizzazioni acute di bronchite cronica rappresentano la principale causa di visite mediche, ospedalizzazione e morte nei soggetti con Bpco. In media, una persona con bronchite cronica va incontro a due episodi all'anno di riacutizzazione della malattia. Per tutte e due queste patologie esiste una prevenzione essenziale: niente sigarette, tradizionali o elettroniche che siano. Colpiscono un italiano su 10 e 3-4 fumatori raggiungeranno nella propria vita la malattia conclamata. Mentre l'asma ha una prevalenza di circa il 7 per cento nella popolazione generale italiana e condiziona pesantemente l'attività lavorativa, il rendimento scolastico e lo stile di vita di chi ne è affetto”.
Continuano quindi le polemiche sulla eCig, dopo i divieti francesi. Al riguardo aggiunge il professor Blasi spiega: “Innanzitutto mancano i dati sull'efficacia e la sicurezza della sigaretta elettronica - avverte il presidente della società scientifica europea. In più le analisi condotte riportano dati contrastanti: tra le sigarette elettroniche contenenti nicotina, le percentuali di questa sostanza sono molto variabili tra sigarette della stessa marca; inoltre, si è evidenziata una presenza di nicotina anche tra le sigarette di molte marche che dichiarano l'assenza della sostanza dal loro prodotto”. Secondo i pneumologi dell'Ers, l’Unione europea deve farsi carico di studi indipendenti a medio e a lungo termine così come di una regolazione a livello comunitaria, per evitare che come dopo la Francia altri Paesi si muovano in solitaria.
Non meno duro Claudio F. Donner, amministratore della Fondazione italiana salute ambiente e respiro (Fisar): “La sigaretta elettronica dovrebbe venire utilizzata soltanto per smettere di fumare, quindi al massimo per alcuni mesi, mentre invece si sta consolidando la sostituzione della sigaretta normale con quella elettronica, pensando sia meno tossica. Il rischio è che “utilizzando la sigaretta elettronica per un lungo periodo si posa andare incontro a problemi respiratori seri, mentre il suo utilizzo dovrebbe essere limitato nel tempo, unicamente allo scopo di smettere di fumare. Le e-cig dovrebbero seguire un iter di approvazione almeno come un parafarmaco, indicando le sostanze contenute e i prodotti che si generano con la vaporizzazione”.