Sembrava un ricordo del passato, ma adesso, con il picco della crisi, la tubercolosi ritorna a essere un’emergenza. Se non bastasse, arriva dall'ospedale Forlanini di Roma  l’allarme che fumare aumenta del 50 per cento il rischio di contrarre la Tbc, mentre accrescono la possibilità di ammalarsi anche la scarsa igiene, l'alimentazione non corretta e l'abuso di alcool. Segnala Aldo Morrone, direttore generale dell'azienda ospedaliera San Camillo Forlanini: "Ogni anno si ammalano 9 milioni di persone: 450mila casi in Europa, 4.500 in Italia, 600 nuovi casi l'anno nel Lazio". Al riguardo nella U.o.c.di Broncopneumologia e Tisiologia del San Camillo Forlanini i pazienti stranieri affetti da tubercolosi sono il 55 per cento. Ma guai a farne una ragione razziale.

Spiega Mario Giuseppe Alma, direttore del reparto: “Questo avviene soltanto perché in città grandi come Roma c'è un numero maggiore di stranieri, ma gli italiani contraggono la Tbc esattamente quanto gli immigrati. È una malattia che interessa le classi più povere”. Proprio per questo la conoscenza da parte dei pazienti e l’aggiornamento da parte dei medici è fondamentale. Al riguardo aggiunge il direttore Morrone: “La prevenzione va realizzata in centri specializzati o nei grandi ospedali polispecialistici perché la malattia è difficile da individuare, in quanto si confonde con altre patologie polmonari e se si tratta per esempio di una forma che colpisce le ossa o altri organi, c'è bisogno della collaborazione di ortopedici e altri specialisti". Anche perché è la crisi stessa a rendere obbligatorio la collaborazione tra livelli diversi, visto la facilità con la quale si sta contagiando la malattia.

Proprio il professor Alma sottolinea che siamo di fronte a questi numeri visto che “si vive in condizioni igieniche disagiate, in case sovraffollate, quando si mangia poco o male, ingerendo cibo con scarso apporto vitaminico o proteico oppure se si fa un abuso di alcolici o ci si sottopone a forti stress psichici che favoriscono l'insorgere della malattia. Le situazioni che più frequentemente troviamo associate alla Tbc sono l'etilismo cronico, il diabete, stati di immunodepressione da malattie o da farmaci, stati di stress psichici o fisici la povertà è stata spesso riscontrata come causa dell'insorgere e del diffondersi della malattia: la tubercolosi è un problema sociale”. Al riguardo il suo collega Alfonso Altieri, della U.o.c. di broncopneumologia e tisiologia del San Camillo Forlanini: “Il fumo aumenta del 50 per cento il rischio di contrarre la Tbc. Il fumo da tabacco paralizza il sistema immunitario che non riesce più a reagire a sufficienza per combattere il batterio, quindi, in condizioni che favoriscono l'insorgere della tubercolosi, come la scarsa igiene, l'alimentazione non corretta, l'abuso di alcol, il fumo contribuisce a contrarla”.