In collaborazione con SaluteItalia.net La cataratta è una patologia tipica dell'occhio dell'anziano, ma in qualche caso si può manifestare anche nei bambini, quando il cristallino non si è formato regolarmente durante la fase di sviluppo del feto. In queste circostanze, il disturbo visivo è quasi sempre molto ridotto, con ripercussioni minime sulle capacità di vedere. Ma il bambino rischia l'ambliopia (il cosiddetto 'occhio pigro'), ovvero di modificare il potere visivo di un occhio nei confronti dell'altro. Infatti, se il cristallino non è perfettamente limpido, non si sviluppa adeguatamente l'area visiva del cervello, che viene 'allenata' proprio dalle immagini trasformate dalla retina. Autonomamente, quindi, il cervello tende a far 'lavorare' l'occhio sano, e questo porta a un anomalo sviluppo di una parte della zona visiva. In questi casi, la soluzione è quasi sempre l'asportazione del cristallino, che nel bambino va effettuata in anestesia totale e attraverso l'aspirazione della lente naturale, ricorrendo a uno speciale sondino. Dopo l'intervento, si può provvedere a 'compensare' la vista con occhiali speciali o con lenti a contatto. Nei bambini più grandi si può inserire nell'occhio la lente artificiale che ha il compito di sostituire il cristallino asportato, mentre questa soluzione è poco utile nei più piccoli, perchè l'occhio si sta ancora modellando e quindi anche gli effetti della lente nella messa a fuoco potrebbe mutare. Per questo, a volte la sostituzione del cristallino malato con la lente definitiva viene fatta in due tempi: prima si toglie il cristallino, e solo dopo qualche anno si inserisce la lente definitiva. Quando l'opacità del cristallino colpisce solo un occhio, l'oculista può anche decidere di limitarsi a coprire con una fascia l'occhio sano. L'obiettivo in questo caso è 'caricare' di stimoli visivi l'occhio malato, per farlo lavorare al massimo e quindi dare uno stimolo continuo alle cellule nervose deputate a raccoglierne i segnali.