In collaborazione con SaluteItalia.net La sensazione 'patologica' di perdere l'equilibrio si può sviluppare per tanti motivi. Problemi di circolazione del sangue - Chi soffre di aterosclerosi, o ha comunque un deficit della microcircolazione, ha un danno vascolare che può interessare le zone deputate alla discriminazione dei segnali nervosi provenienti dalla periferia del corpo, e che sono dislocate in diverse zone del sistema nervoso centrale: lungo il ponte e il mesencefalo, nel cervelletto (che si trova esattamente dietro ai primi due), oppure anche nella corteccia temporale, dove ci sono i centri di raccolta e di integrazione delle sensazioni che giungono dal corpo. Un danno vascolare anche lieve localizzato in una di queste zone molto sensibili può scatenare le vertigini, e lo stesso può fare un'insufficiente irrorazione ai neuroni specializzati in questa funzione. Le cellule nervose, infatti, hanno costante bisogno di nutrimento, in particolare di glucosio e ossigeno, che vengono trasportati dal sangue. E un deficit della microcircolazione, cioè dei microscopici vasi capillari che irrorano le zone più periferiche della corteccia, può determinare carenze localizzate e impercettibili, in grado però di squilibrare il normale funzionamento di queste zone di controllo. Anemia - Lo stesso meccanismo può essere chiamato in causa anche nelle forme di grave anemia, perchè l'emoglobina che trasporta l'ossigeno all'interno dei globuli rossi è insufficiente. Neurotrasmettitori - In alcuni casi il danno non è legato direttamente alla circolazione, quanto piuttosto all'insufficienza dei neurotrasmettitori, i composti che permettono il passaggio dei segnali nervosi da un neurone all'altro. La risposta di adattamento dell'organismo, che normalmente si attiva in pochi millesimi di secondo, può quindi ritardare, lasciando per un attimo la sensazione di perdita dell'equilibrio. Stati ansiosi - In questo caso entra in gioco il sistema limbico, una zona molto antica del sistema nervoso che ha a che fare con la gestione delle emozioni. Da questa area vengono inviati segnali alla corteccia temporale, che a sua volta può avere difficoltà a svolgere la sua funzione di controllo. E si apre un circolo vizioso che porta a un aumento dell'ansia, legato proprio alla presenza delle vertigini, che a sua volta contribuisce a peggiorare la situazione.