La salute dei videoterminalisti è tutelata della legge 626 del 19 settembre 1994, entrata in vigore nel gennaio del 1997. La normativa ha recepito una direttiva della Comunità europea sulla sicurezza dei lavoratori. La parte dedicata all'uso del computer (dieci articoli in tutto, dal n. 50 al n. 59) è integrata dalle Linee guida all'uso dei videoterminali" che, con decreto legislativo emanato alla fine dello scorso anno, stabilisce le caratteristiche tecniche delle attrezzature e dell'ambiente di lavoro. Di recente, con una circolare del Ministero del lavoro, è entrata in vigore un'altra normativa europea, la legge 422 del 2000. Questa integrazione costituisce una svolta importante perchè modifica la definizione stessa di videoterminalista. Lo stesso decreto estende i controlli sanitari a tutti, e prevede multe salate per i datori di lavoro inadempienti. Chi è il videoterminalista? Per la legge, è colui che lavora al computer per almeno 20 ore alla settimana e non più quattro ore consecutive al giorno come stabilito in precedenza. Questo cambiamento di prospettiva ha quindi esteso la tutela anche ai lavoratori part-time. I controlli sanitari Le visite mediche diventano obbligatore ogni cinque anni anche per i lavoratori con età inferiore ai 50 anni. Le visite possono essere effettuate anche su richiesta dei singoli dipendenti. Obblighi e multe Per prevenire i danni alla salute, le aziende devono fornire ai dipendenti informazioni sulle modalità di svolgimento dell'attività al videoterminale, devono informare del corretto uso delle attrezzature e devono avere particolare cura dell'ambiente, sia rispetto alla rumorosità sia alla pulizia e aerazione dei locali. Devono, inoltre, sostituire le attrezzature obsolete (sedie, tavoli di lavori e lampade) con dispositivi ergonomici, cioè che tengano conto delle esigenze fisiche. I datori di lavoro inadempienti possono essere puniti con multe (da tre a otto milioni) e perfino con l'arresto (da tre a sei mesi).