Un dolore che ci portiamo appresso per tutta l’infanzia. E che crea non pochi problemi negli anni della crescita. Secondo una ricerca della Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni affari) l’85 per cento dei bambini italiani ammette che il dolore è uno scoglio spesso insuperabile, soprattutto quando a fare male sono, nell'ordine, “la testa, le gambe e la pancia”. Anche perché questo stato crea molta prostrazione.

Illustrando i test, la pediatra Elena Madeddu ha in primo luogo fatto notare che i bambini hanno risposto che “il dolore e il malessere si attenuano soltanto quando arrivano le mamme”. La prima causa di guarigione, senza le quali le medicine fanno meno effetto e i che sono preferite dai piccoli rispetto ai papà. A partecipare allo studio sono stati 1.040 studenti delle scuole elementari e medie, che hanno risposto a un apposito questionario elaborato nell'ambito della prima Giornata contro il dolore nel bambino promossa dalla Fidapa.

Emblematico che bimbi e ragazzini abbiano raccontato che il dolore “provocava loro preoccupazione, ansia e paura”. Il 53,5 per cento degli intervistati poi dichiara , che quando è stato ricoverato in ospedale, sentiva la mancanza di familiari e amici. Secondo la metà del campione di può parlare di “male sporadico”, mentre sono meno quelli che parlano di “dolore ricorrente e persistente". Fortunatamente i piccoli hanno tempi di ripresa molto rapidi. I mal di pancia o le nevralgie non dura molto: nella maggior parte dei casi terminano in una settimana.

Purtroppo non tutti sono così fortunati. Infatti ci sono situazioni al limite come quella che coinvolge l’8 per cento degli intervistati: per loro il dolore si protrae da uno a tre mesi. Ancora peggio per il 4 per cento del campione, che lamentano, nonostante la giovane età, casi di cronicità. Dati sconfortanti per quanto riguarda il livello di intensità? Parlano di un grado di dolore moderato il 26 per cento del campione, di dolore grave il 64 per cento, mentre c’è un 90 per cento che ha subito un dolore medio-alto intorno. Nonostante questo, soltanto il 61,6 per cento accetta di prendere medicine. Da tenere in considerazione poi le cause scatenanti. Al primo posto ci sono le malattie: sia le semplici influenzali stagionali sia le malattie infettive tipiche della fanciullezza. Seguono lo sforzo fisico e le condizioni meteorologiche.

Al riguardo la dottoressa Madeddu ricorda che “c’è anche un 4 per cento che dice che mal di pancia o di testa arrivano quando si deve andare a scuola. Soprattutto se in ballo c'è un’interrogazione. Conclude Rosalba Crilissi, presidente del distretto di Cagliari di Fidapa: “La lotta al dolore è una battaglia di civiltà. Chiediamo cliniche pediatriche sempre più a misura dei bambini e che i pazienti piccoli siano considerati inscindibili dalle loro mamme. In ospedale il bambino deve continuare a fare ciò che fa nella vita di tutti i giorni”.