Gli adulti sono insoddisfatti. I giovani inesperti e spesso incoscienti. Arriva un’interessante ricerca che dimostra quanto il Belpaese – in fatto di sessosi mostri sempre meno passionale. La Doxa, su richiesta della Società Italiana di urologia (Siu) e dell'Associazione ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi), ha intervistato 3mila tra donne e uomini italiani. Risultato? Promosso il numero dei rapporti, bocciata invece la qualità. Il 70 per cento ha dichiarato che “nonostante i 108 rapporti avuti ogni anno, si sente altamente insoddisfatto. Di più, 800mila coppie ammettono che questo stato di cose li spinge all’infedeltà, se non a chiudere la relazione in corso. A ben guardare, responsabile ancora una volta del fenomeno è lo stress. Un quarto degli intervistati dice di non raggiungere il piacere, perché il partner maschile soffre di coitus precox. Per loro “il sesso non dura più di due minuti”.

Da qui il passo verso tradimenti e rotture è più breve di quello che si possa pensare. Non a caso il professor Vincenzo Mirone, segretario generale del Siu, fa notare: “L'eiaculazione precoce è il disturbo sessuale maschile più comune e comporta molta frustrazione in entrambi i partner. Lui diventa insicuro e perde l'autostima, lei reagisce con rabbia e aggressività. Tutto ciò crea tensioni che possono portare alla crisi della coppia. Se non bastasse, soltanto uno su dieci si rivolge al medico, mentre gli altri provano a risolvere i loro problemi con rimedi fai da t trovati sul web. Anche per questo si lavora per la creazione nelle strutture italiane di dipartimenti per la Salute sessuale della coppia, cioè pronto soccorso dove urologi e ginecologi agiscono assieme.

Al riguardo spiega Antonio Chiantera, segretario nazionale dell’Aogoi: “I disturbi di uno dei componenti della coppia inevitabilmente provocano effetti collaterali. Proprio per aiutare le coppie a ritrovare la serenità nei rapporti, cercando di ristabilire un dialogo profondo e senza reticenze, urologi e ginecologi saranno a disposizione per attività educazionali e soprattutto per colloqui attraverso cui individuare la radice dei problemi a due, visite approfondite ed esami diagnostici attraverso cui identificare e poi curare i disturbi che minano il benessere della relazione”.

Questo, per quanto riguardo, i “padri”. Ma anche i “figli” non se la passano bene. Tra i diciottenni, uno su tre ha malattie andrologiche (come il varicocele o la dilatazione dei testicoli) ma spesso non ha il coraggio di andare dal medico o si pone il problema dei controlli. Ignoranza che, purtroppo, si trasferisce anche sul versante della protezione: appena il 7 per cento dei ragazzi intervistati sa che il preservativo serve per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse, mentre il 27 per cento non ne ha mai comprato una confezione.