Farmacia.it - 26 aprile 2003 Sempre più spesso la riabilitazione dei disabili passa attraverso l'ippoterapia. Caratteristica dell'intervento terapeutico è l'uso del cavallo come"soggetto vivente", "essere sensibile" che diventa co-protagonista della terapia, stabilendo con il disabile una relazione reciproca d'amore e fiducia. Il disabile che si sottopone ad ippoterapia partecipa attivamente al suo processo riabilitativo, perché è chiamato in prima persona a curare l'animale sentendosi alla fine protagonista. La terapia per mezzo del cavallo: opera sulle difficoltà neuropsicomotorie del disabile, ma anche su quelle di relazione. Perché riesce a stimolare l'individuo simultaneamente a livello di più aree funzionali. L'andatura del cavallo agisce sulle difficoltà neuromotorie del paziente favorisce un migliore assetto del corpo nelle varie posizioni dello spazio perché migliora il tono muscolare, l'equilibrio e la coordinazione. stimola funzioni neuropsichiche come l'orientamento, l'attenzione ed il linguaggio utilizzando il rapporto che si crea con il cavallo "eccitabile" ad ogni movimento del cavaliere o variazione del comportamento. La terapia si basa su tre fasi: Prima fase: è quella di riabilitazione vera e propria, che prevede nel corso della terapia la presenza di una coppia d'operatori formata da un assistente e un terapista, assegnata in base alla patologia del disabile. Seconda fase: è quella presportiva, che programma un intervento individuale e poi l'inserimento successivo in gruppo. Il terapista resta una presenza costante vicino al disabile. Terza fase: è quella di sport, in cui il soggetto è iniziato alla pratica dell'equitazione. Pasquale Marzano