Ogni azienda dovrebbe avere quale obiettivo principale delle politiche del lavoro la prevenzione. Perchè ogni lavoratore ha bisogno di un ambiente lavorativo capace di tutelare la sua salute fisica e psichica. Chi è vittima del mobbing può rivolgersi ai centri d'ascolto presenti in tutta Italia. Che rispondono ai diversi bisogni delle persone in difficoltà attraverso l'ascolto diretto e l'assistenza legale. I C.d.A. sono formati da gruppi di volontari, spesso a loro volta colpiti in passato da mobbing, e da operatori professionali. Ognuno con compiti specifici nel processo di aiuto. Il mobbizzato può anche ricorrere alla psicoterapia cognitivo-comportamentale . Lo picoterapeuta aiuta la vittima a gestire in modo diverso la situazione, accrescendo il livello di autostima, il suo senso critico e la sua capacità di controllare i momenti di tensione. La terapia va seguita per almeno un paio di mesi, servirà a modificare l'atteggiamento della persona nei confronti della propria vita e del mondo che lo circonda. Il successo del trattamento dipende sempre dalla partecipazione attiva del malato. Spesso alla psicoterapia si associano le tecniche di rilassamento. Si tratta, infatti, dei mezzi più sicuri e efficaci per porre rimedio ad una situazione di stress permanente, caratteristica del fenomeno del mobbing. Lo stress lavorativo può essere superato intervenendo sulle normali abitudini di vita di tutti i giorni, innanzitutto, eliminando il fumo e cominciando a praticare sport. Così facendo si migliora il metabolismo, s'abbassa la pressione e si normalizza il regolare ciclo sonno-veglia. Ma può essere combattuto anche a tavola alimentandosi soprattutto con carboidrati, frutta e verdura e riducendo il consumo di carni rosse e di cibi ricchi di grassi animali, che, irrimediabilmente, appesantiscono la digestione provocando disturbi gastrointestinali. Attenzione! I farmaci vanno assunti solo in casi estremi e sempre sotto controllo medico.