Soffrono di insonnia e ansia 4 milioni di italiani che sono resi inquieti da disturbi sessuali come la disfunzione erettile: a darne notizia sono gli urologi italiani.

Secondo l’indagine condotta dal nuovo Osservatorio Pianeta Uomo promosso dalla Società italiana di urologia (Siu), quattro milioni di maschi italiano sopra i 40 anni dormono male e si svegliano in media un paio di volte a notte quattro giorni su sette a causa di disturbi sessuali che ne turbano il riposo.

La ricerca condotta su 1000 soggetti al fine di valutare l'impatto della disfunzione erettile e dell'ipertrofia prostatica da noi molto trascurata sulla qualità della vita, ha messo in luce che insonnia, stress e ansia incidono in modo rilevante sulla vita di coppia. “Ci troviamo di fronte a ‘malasessualità’ o ‘maleducazione sessuale' – hanno spiegato all'87esimo congresso della Siu di Firenze, gli urologi - ed è un campanello d'allarme di uno scadente stile di vita. Tuttora solo un uomo su quattro pensa che la disfunzione erettile sia una vera e propria malattia e - precisa la Siu - uno su tre la ritiene una conseguenza dell’età che avanza".

Disturbi sessuali: i problemi degli italiani

La disfunzione erettile e la prostata ingrossata, come ha chiarito Vincenzo Mirone, segretario della Siu, incidono moltissimo sulla quotidianità di chi ne soffre: “riposare la notte diventa problematico, lo stress si fa sentire e se negli uomini sani la colpa è del lavoro (59%), quando irrompe la disfunzione erettile o l'ipertrofia prostatica sono i problemi di salute a mettere sotto pressione, nel primo caso associati anche a difficoltà di coppia e familiari".

"I pazienti con la prostata ingrossata – ha evidenziato il dottor Mirone - indicano questa patologia come più grave del diabete o della gastrite, il 60% è preoccupato per la propria malattia, uno su tre vive difficoltà sul lavoro per colpa della malattia, uno su cinque esce perfino di meno con gli amici a causa dell'ipertrofia".

Ma dall'indagine dell'Osservatorio Pianeta Uomo è emerso inoltre un certo fatalismo misto a imbarazzo che impedisce agli uomini di superare i propri complessi: il 23% degli intervistati si è detto rassegnato, il 25% è vittima di reticenza in materia, uno su tre è preoccupato o depresso, e solo quattro su dieci trovano il coraggio di parlarne. Secono Mirone "l'ipertrofia è considerata una malattia e quindi viene affrontata più a viso aperto dagli uomini, mentre la disfunzione erettile – ha annotato l’urologo - è ancora una patologia da tacere, prevale la rassegnazione. E su questo punto va fatta una corretta informazione".