La notizia che il 9 maggio Berlusconi prenderà servizio in un istituto per anziani, ha acceso i riflettori su un tema trascurato: come assistere i malati di Alzheimer?

Marco Trabucchi, presidente dell'Associazione italiana di psicogeriatria e componente del Comitato scientifico dell'Istituto superiore di studi sanitari 'G. Cannarella', ha approfittato della curiosità mediatica intorno al nuovo ruolo del leader di Forza Italia impegnato dalla giustizia ai servizi sociali presso l'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, per spiegare qual’ è la giusta maniera per approcciarsi alle persone affette da Alzheimer.  “Le persone affette da demenzaspiega il geriatra che insegna Farmacologia a Tor Vergata -  hanno infatti bisogno prima di tutto di vicinanza, di calore umano, di un'empatia che permetta anche un contatto fisico”.

Come comportarsi con i malati di Alzheimer

Se uno o più familiari devono occuparsi di un malato di Alzheimer, è bene sapere che più la malattia si evolve e più è necessario dedicare tempo a un’assistenza continuativa. Perciò è importante riorganizzare i propri impegni e ruotare i turni di assistenza se possibile, senza mai perdere il contatto con il medico di fiducia o la struttura clinica d'appoggio, che sapranno dare preziose indicazioni e un certo conforto nei momenti più difficili.

Alzheimer - Depressione e apatia: che cosa fare?

Per il familiare impegnato a prendersi cura del malato di Alzheimer è importante capire che questo disturbo non permette più a chi ne soffre di comprendere sempre tutto quello che gli viene detto. Una volta accettata questa realtà, è opportuno imparare a dosare le parole in base al grado di comprensione che presenta l’ammalato, cercando di usare un linguaggio semplice, rassicurante ed elementare. Mostrarsi infastiditi perché l’ammalato non comprende, provoca in chi soffre di Alzheimer grande sofferenza. Mai accusarlo perciò di scarso impegno o cattiva volontà, perché i rimproveri accentueranno la sua depressione e la sua apatia. Quando le parole sono inutili, puntate invece sui gesti: date affetto con una carezza, un bacio o un abbraccio, che saranno al malato di grande conforto.

Alzheimer – Aggressività e deliri: come comportarsi?

Giunta a una certa fase, la demenza senile può provocare ansia, agitazione, aggressività e, in alcuni casi anche allucinazioni o comportamenti aggressivi. Per affrontare tutto ciò, è bene sapere che esistono farmaci specifici che devono essere prescritti sotto stretta sorveglianza del medico specialista. Ma anche che i semplici farmaci non bastano, in quanto per stare vicino a un malato di Alzheimer occorre imparare alcune regole di comportamento.

Innanzitutto, quando l’ammalato dice di avere sintomi e disturbi di ogni tipo, lo fa spesso per giustificare la propria mancanza di autonomia. È perciò importante lodarlo per quelle cose che è riuscito a fare bene, senza fargli pesare quelle che non è riuscito a portare a termineInoltre, quando lo si aiuta, non si devono mai fare le cose al suo posto, ma renderlo partecipe e farlo collaborare a tutte le iniziative. È utile creare per il malato una giornata standard, scandita da momenti e fasi significative che lo aiuteranno a non deprimersi.

Se il malato delira, o ha allucinazioni, non va mai deriso ma soltanto rassicurato sui suoi dubbi e le sue preoccupazioni. E se ad esempio sperpera il denaro, è necessario cominciare a pensare a una delega.
Spesso poi il malato di Alzheimer nega con testardaggine di avere qualsiasi tipo di problema, ma il familiare non deve mai fidarsi o abbassare la guardia e basarsi solo sul proprio giudizio personale.