Sabato 25 marzo si celebrerá la XII Giornata Italiana per la Lotta alla Sclerodermia, una malattia cronica evolutiva autoimmune (autoimmuni sono le malattie che portano l'organismo ad aggredire se stesso) che in Italia colpisce piú di 30 mila italiani, soprattutto donne (oltre il 90% dei malati), tende a fare la sua comparsa tra i 40 e i 50 anni, pur manifestandosi la forma piú grave e debilitante tra i 20 ed i 25 anni. A tutt'oggi le cause non sono ancora note, anche se recenti studi hanno messo rilievo il ruolo fondamentale che hanno nell'insorgenza della malattia la predisposizione individuale ad ammalarsi e il patrimonio genetico. Per l'occasione é stata organizzato dal Gruppo italiano lotta alla sclerodermia (Gils) un convegno nazionale nell'Universitá Statale di Milano dal titolo - L'ignoranza puó uccidere. Aiutaci a far fiorire l'informazione - per discutere i diversi aspetti della malattia e fare il punto sulla situazione attuale e il futuro della ricerca. Nel corso della tavola rotonda, Reumatologi, immunologi e internisti incontreranno i malati che arriveranno da tutta Italia. I lavori saranno inaugurati da Carla Garbagnati Crosti, presidente del Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia (Gils), che da tanti anni, piú precisamente dal 1993 é vicina ai malati nel sostenerli dal punto di vista psicologico e nei trattamenti terapeutici. - Nonostante sia stata scoperta negli anni Trenta del secolo scorso - spiega una nota del Gils - attorno a questa malattia rara regnano ancora molta confusione e malintesi. Si tratta di una patologia cronica evolutiva autoimmune, i cui sintomi clinici piú evidenti sono l'ispessimento e l'indurimento della pelle, dai quali la malattia prende il nome. Oltre a colpire la cute, soprattutto quella degli arti e della zona attorno alla bocca, la sclerodermia intacca anche i piccoli vasi arteriosi, arteriole e capillari, e gli organi interni, causando complicazioni, a lungo termine mortali, al cuore, ai reni, ai polmoni e all'apparato gastrointestinale. Si tratta di sintomi che possono rimanere silenti per anni, rendendo cosí difficile una sua diagnosi tempestiva e precoce, ad oggi il mezzo migliore per combattere efficacemente questa debilitante patologia -.