Le vacanze sono un vero e proprio toccasana per la salute, perchè aiutano a combattere lo stress psicologico accumulato dopo mesi di intenso lavoro e migliorano lo stato di salute generale. Spesso, però, il rientro in città si preannuncia come sospeso tra sogno, realtà e preoccupazioni, soprattutto quando si lasciano alle spalle spiagge incredibilmente bianche, splendenti mari color turchese, ma anche sagre e cori festosi, danze e canti popolari di paesi esotici, ricchi di fascino ma anche di insidie e pericoli per la salute. Ecco come affrontare al meglio questo rientro dalle vacanze Effettuare, innanzitutto, i richiami previsti delle vaccinazioni per non correre rischi inutili. Evitare di donare sangue, prima di 15 giorni. Attenzione! Chi ha soggiornato in zone malariche e si è sottoposto alla chemioprofilassi antimalarica non può donarne prima di 3 anni. Dovrà, invece, aspettare 6 mesi il donatore che, senza essersi sottoposto alla vaccinazione antimalarica, al ritorno da una zona malarica, vorrà donare sangue. I tempi di attesa diventano di 15 giorni in caso di vaccinazione contro febbre gialla, colera e tifo; 1 anno, in caso di vaccinazione antirabbica (dopo l'esposizione) e in caso di somministrazione di immunoglobuline anti-epatite B. Non serve che passi del tempo tra la vaccinazione e la donazione in caso di profilassi contro tetano, difterite, peste, epatite A o B, meningite meningococcica, a condizione che il soggetto sia in buona condizione fisica e non mostri segnali di malattia. Sottoporsi ad una visita medica di controllo, soprattutto se si accusano disturbi come diarrea, febbre, vomito e dermatiti. I sintomi di alcune malattie tropicali infettive possono presentarsi anche dopo mesi dal concludersi del viaggio perchè hanno un lungo periodo di incubazione. In ogni caso, è sempre meglio informare il proprio medico di fiducia del viaggio compiuto e delle caratteristiche del Paese visto. Meglio non allarmarsi anche se si è colpiti dalla cosiddetta diarrea del viaggiatore, perchè, nella maggior parte dei casi, il disturbo guarisce bevendo molta acqua, succhi di frutta, tè, spremute di limone, utili per reintegrare i liquidi e i sali minerali perduti con le scariche di diarrea. In questi casi, l'alimentazione migliore, che non appesantisce ulteriormente l'apparato gastrointestinale, prevede il consumo di cibi leggeri, specialmente liquidi, come brodi e zuppe. Soltanto in un secondo momento, cioè, quando si sarà regolarizzato l'intestino, si potrà aggiungere alla dieta anche pasta, riso, pane, patate, pesce e pollo. Il latte e il caffè potranno essere consumati solo dopo qualche giorno, almeno due o tre.